Lse mette in vendita Borsa Italiana: il matrimonio con Refinitiv è alle porte

È notizia degli ultimi giorni, ma gli intenti da parte della Borsa di Londra sono chiari da tempo. Si procede con il completo distaccamento nei confronti dell’Ue, adesso anche dal punto di vista finanziario.

Il sacrificio della Borsa Italiana risulta imprescindibile per ovviare ai vincoli imposti dall’Antitrust e completare l’acquisizione di Refinitiv. Un accordo dal valore di 27 miliardi che rappresenta un’enorme opportunità per gli inglesi.

Lse e Borsa Italiana

Prima di concentrarci su questa operazione, facciamo un passo indietro. Nel 2007 la London Stock Exchange decide di comprare Piazza Affari per una cifra intorno ai 1,6 miliardi di euro. Sebbene l’idea iniziale fosse quella di vedere Borsa Italiana come un listino per il mondo del lusso, essa è comunque stata una miniera d’oro grazie al mercato dei titoli di stato. Succede però che, dopo 13 anni, questo rapporto idilliaco sta per finire per lasciare spazio a nuove prospettive. Con il fine ultimo di rispettare le regole imposte dall’Antitrust, la Lse decide di privarsi di Piazza Affari per un interesse ancora più grande, si tratta di Refinitiv. Come accennato pocanzi, questa unione permetterebbe agli inglesi di beneficiare di un’ingente somma (27 miliardi), la quale lascia poco spazio a dubbi e perplessità.

La brexit finanziaria

Ci troviamo difronte ad una semplice prosecuzione di un distacco pianificato sin dal 31 gennaio, il giorno dell’addio formale del Regno Unito all’Europa. La linea tracciata dagli inglesi è stata chiara sin da subito, allinearsi alla visione statunitense e proseguire con una sorta di opposizione alle manovre dell’UE. Chiari esempi di questo cambio di mentalità ci sono giunti nel corso del tempo, dal caso Huawei a quello del 5G fino a giungere alla vendita di Piazza Affari. Si sperava in un rapporto privilegiato tra Londra e Milano, in virtù del legame intercorso negli anni. Ci troviamo invece difronte ad un completo distaccamento del Regno Unito che, senza dubbio, sta continuando a scavare una fossa con l’Europa. Va precisato che la società americana Refinitiv è partecipata al 45% da Thomson Reuters, la quale controlla Reuters News. Si tratta quindi di una situazione abbastanza intricata, la sistemazione di borsa e di Mts risulta una pedina fondamentale non sono da un punto di vista finanziario ma anche politico-strategico.

Le prospettive dell’accordo

Senza ombra di dubbio, come sottolineato precedentemente, la visione inglese si sta spostando sempre di più verso quella degli Stati Uniti. Essendo i servizi finanziari la prima fonte di entrate per il Pil in Uk, la ventata di ottimismo e rinnovazione passa proprio da lì. L’operazione di M&A con il colosso americano Refinitiv, permetterà a Lse di cambiare pelle e reinventarsi come gruppo di Big Data. Questo salto pindarico sembra però giustificato dai numeri del secondo semestre del 2020. Se nel primo abbiamo assistito ad un’ecatombe senza precedenti, nell’ultimo periodo si è passato addirittura ad un incremento dei ricavi (+4%), proprio grazie alla divisione dati. Sembra quindi che la decisione presa dal CEO David Schwimmer possa rappresentare un punto di svolta nella storia della London Stock Exchange. Per quanto concerne la vendita della Borsa Italiana, in passato società come Deutsche Borse ed Euronext avevano manifestato interesse. Ad oggi, da quando la borsa londinese ha annunciato la vendita, non è ancora giunta nessuna proposta. Nei prossimi mesi capiremo quali saranno le sorti di Piazza Affari e come si evolverà l’organigramma della società inglese.

                                                                                               Edoardo Gentili

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