Mario Draghi: la necessità di un intervento etico

Durante la cerimonia di inaugurazione, l’ex presidente della Bce sottolinea la necessità di interventi mirati a valorizzare il capitale umano. Investire nell’istruzione e nella formazione dei giovani, per poter garantire loro una società migliore di quella in cui viviamo.

Negli ultimi 12 anni abbiamo vissuto la crisi dell’euro, la minaccia della deflazione e della depressione ma ne siamo usciti indenni. Nel momento in cui l’economia sembrava stabilizzarsi, abbiamo dovuto affrontare il problema della pandemia che rappresenta una minaccia soprattutto per il tessuto economico-sociale.

Il quadro economico

La crisi ha creato un clima di incertezza che ha danneggiato inevitabilmente tanto i consumi quanto gli investimenti. In questo contesto, i sussidi rappresentano una forma di supporto da parte della società nei confronti dei cittadini, ma questi rappresentano solo un modo per sopravvivere e ripartire. Una volta che saranno terminati, se non si avrà avuto modo di offrire ulteriori possibilità per il futuro ai giovani d’oggi, quest’ultimi saranno penalizzati tanto in termini di reddito quanto di qualificazione professionale. Vivere senza prospettive, vuol dire vivere senza speranze. La società, come evidenzia Mario Draghi, non può vivere senza speranze, ed è per questo che urge costruire un comune sentire tra la popolazione.La strada della ricostruzione è lastricata di pericoli, ma solo con una maggiore coesione sarà possibile riuscire ad affrontare le eventuali difficoltà.

Flessibilità e pragmatismo

Ad oggi risulta difficile stabilire quando riusciremo ad avere un vaccino e soprattutto quali saranno gli scenari che si prospetteranno nei vari settori. “Dobbiamo accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo, adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche”.  Riuscire ad interiorizzare questo concetto, farlo nostro e capire che oggi più che mai è necessario un cambiamento di prospettiva. In un contesto di totale instabilità, è ruolo della politica economica garantire certezza, sottolinea Draghi. “Signore, dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere le une e le altre”. Proseguendo con la citazione di Niebuhr,  si evidenzia il desiderio di stimolare la volontà di riuscire a trovare una strada, senza farsi dominare dall’incertezza. La nuova politica dei paesi dovrà essere caratterizzato da flessibilità e pragmatismo.

Prospettive future

Come precisato dallo stesso Draghi, il suo intervento a Rimini questa volta assume natura etica più che economica. Si configurano molte sfide davanti a noi, ma bisogna anzitutto capire quali sono i valori sui quali basare la società del futuro (tanto italiana quanto europea). La più grande preoccupazione di oggi è senza dubbio la possibile distruzione di capitale umano, che rappresenterebbe la più grande perdita per il paese. Il pragmatismo adottato dai paesi europei, in risposta alla grande crisi causata dalla pandemia, è stato più che efficace. Sono state mobilizzate risorse per far si che la recessione non si trasformasse in depressione, e così è stato. Questo però non sarà garantito per un lungo periodo, ed è quindi necessario un momento di saggezza. Risulta imprescindibile investire nella scuola e nell’istruzione, nella formazione dei giovani. Saranno questi ultimi infatti a pagare le spese dell’enorme debito creato ed è quindi “nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre”.

Edoardo Gentili

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