Mercati Emergenti e la BotP theory.

Negli ultimi anni il mondo dell’economia e del business si è evoluto radicalmente, ed in un contesto di mercati occidentali spesso saturi, le compagnie hanno spesso bisogno di spazio per crescere

Dall’avvento di internet alla globalizzazione, molti sono stati i trend che hanno cambiato il modo in cui le compagnie agiscono e si interfacciano con la realtà. Uno in particolare, potrebbe ridefinire il futuro del business e dell’economia come la conosciamo.

Nuove tendenze ed interessanti opportunità

Internet, nonostante fosse pura fantasia fino ad una trentina di anni fa, oggi è necessario a praticamente tutte le aziende per operare. O ancora i pagamenti elettronici, cioè il POS,  sono sempre più vitali in quasi tutte le attività e addirittura piede perno di alcune economie ormai (in Olanda, ad esempio, alcuni negozi o supermercati addirittura non accettano più denaro contante). Insomma, varie tendenze plasmano la società e l’economia attorno a noi. Alcune sono più prevedibili di altre, perché le macchine elettriche ce le aspettavamo tutti, Netflix magari un po’ meno (si parla in prospettiva storica ovviamente). E allora cosa ci riserverà il futuro? Quali nuovi shock possiamo aspettarci nel mondo del business, dei beni di consumo e dei servizi? Una risposta precisa non si può dare. Quello che possiamo fare è guardare le tendenze di oggi e fare ipotesi educate sul domani. E quindi quali sono i trend di oggi? Ce ne sono alcuni notevoli e sulla bocca di tutti, come l’intelligenza artificiale, che magari renderà i nostri smartphone più intelligenti di noi. Altri, come la Bottom of the Pyramid theory, sono un po’ più nascosti tra notizie di Trump, Covid e banchi con le rotelle, ma non necessariamente meno rilevanti. E’ proprio su questa Bottom of the Pyramid theory, da quì in avanti abbreviata in BotP theory, che questo pezzo si concentra. Prima però dobbiamo fare un passo indietro e spiegare l’argomento più ampio all’interno del quale questo concetto si colloca, ovvero i Mercati Emergenti.

Sao Paulo, Brasile

I mercati emergenti: cosa sono e perchè ci interessano

Cosa sono questi Mercati Emergenti (o anche detti Economie Emergenti)? Detto semplicemente, sono paesi che generalmente presentano tre caratteristiche fondamentali: per prima cosa basso reddito per capita e popolazione numerosa, che si traduce in manodopera poco costosa (magari state pensando “è sfruttamento”, ma ricordate che i prezzi di solito sono calibrati in relazione agli stipendi dei consumatori); spiccata crescita economica in termini di PIL (Prodotto Interno Lordo) percentuale, infatti tali paesi possono alle volte crescere quasi del 10% rispetto al PIL dell’anno prima; infine, un’Economia Emergente spesso e volentieri è caratterizzata da una riforma radicale del mercato e delle istituzioni, intese come organizzazioni, solitamente agenti attraverso regole, che danno certe garanzie in determinati ambiti e plasmano la società in diversi possibili modi (ad esempio, la polizia è una forma di istituzione che ti assicura, tra le altre cose, che tu non venga rapinato per strada) verso un’impostazione più internazionale. Basti pensare all’Indonesia che negli anni 2000 aprì le proprie frontiere finanziarie permettendo a stranieri di investire, e quindi possedere, anche interamente compagnie locali, o filiali nel caso di multinazionali. Prima di allora era necessario avere un appoggio autoctono che possedesse una frazione della compagnia, i.e. un partner locale. Per avere un’idea più nitida di quali paesi siano classificabili come Mercati Emergenti, Goldman & Sachs ci viene incontro indicizzando tali paesi in elenchi come BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) o MINT (Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia).

Bandiere dei paesi BRICS

Bottom of the Pyramid theory: un enorme potenziale inesplorato

Ora che abbiamo dato un contesto, possiamo capire meglio la BotP theory, che è un concetto relativamente semplice, ma incredibilmente potente. Come si può intuire dal nome, secondo questa teoria, i cui fautori sono accademici della materia del calibro di C.K. Prahalad, i mercati emergenti presentano un ‘fondo della piramide’ demografica spesso ignorato in passato dalle multinazionali, ma corposa quantitativamente e dal potenziale collettivo enorme. Per dare un’idea più precisa, si stima che al mondo ci siano più di 4 miliardi di persone che vivono con meno di $2.50 al giorno, ma che hanno, a livello aggregato, un potere d’acquisto di quasi $5 trilioni. Certo, andare a soddisfare questo mercato non è per tutti: le infrastrutture in molti paesi emergenti sono poco sviluppate, corruzione ed inefficienze amministrative dilagano e, soprattutto, occorre legittimità. Senza legittimità molti business rischiano di fallire (e a molti è successo). E’ un concetto più vicino a noi di quanto non si possa pensare. Immaginate che aprano un McDonald’s nel paesello di vostro nonno, ci andrebbe a mangiare? Probabilmente no, perché ai suoi occhi potrebbe non essere legittimato come ristorante. La necessità di legittimità comporta un ulteriore svantaggio, ovvero la necessità, spesso e volentieri, di dover penetrare mercati tramite partnership con ditte locali (cosa che in realtà presenta anche notevoli vantaggi, dato che partner locali hanno conoscenze specifiche spesso di valore). Inoltre ricordiamo che la gente nel ‘fondo della piramide’ vive con pochi dollari al giorno. Questo significa che il prezzo deve essere molto basso per arrivare a toccare questi consumatori inespressi. Tale prezzo ovviamente deve derivare da bassi costi di produzione, o da economie di scala non indifferenti.

Affollato Mercato Indiano

Possibili spunti ed uno sguardo al futuro

Per ricollegarci finalmente al punto iniziale, come potrebbe questa tendenza influenzare la nostra vita? Un primo effetto evidente sarebbe spostare l’ago della bilancia in favore di chi prima riesca a carpire questi nuovi mercati. Infatti Carlsberg, famoso produttore di birra, prima di stabilirsi nell’Est Europa ed in Cina a metà 2000, aveva prospetti non troppo felici. Ciò perché, a detta del loro CEO, i mercati occidentali erano diventati stagnanti, principalmente a causa di stili di vita salutisti, alternative nel consumo di alcool (i.e. cocktail e vino) e mancanza di crescita del mercato. Un altro potenziale effetto dei mercati emergenti è invece la nascita di nuovi colossi mondiali, nati e prosperati in quelle economie e che, svecchiatisi da abitudini occidentali a volte controproducenti (ad esempio il nuovo modello, parallelo al corporate, del business group, libero da tutte le asimmetrie informative che si creano quando le informazioni rilevanti per le compagnie devono passare da almeno 3 livelli diversi di management, come un telefono senza fili), si prospettano ora come nuovi titani della scena globale, come il Tata group ad esempio. Ovviamente, come precisato all’inizio, nulla è certo. Si concretizzeranno questi trend dei mercati emergenti? Diventeranno davvero rilevanti? La Cina ci conquisterà? (si scherza). Una risposta a queste domande la otterremo, ma a tempo debito.

Andrea Paolo Pasquini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it Italiano
X