Mondiali 2006: l’effetto-Cannavaro che ha portato ad una crescita inaspettata del Pil

Il 9 luglio 2006 è una data indimenticabile, che riporta alla mente i ricordi di una notte magica in cui siamo saliti sul tetto del mondo. Nessuno si sarebbe aspettato che, come conseguenza, ci sarebbe stata una consistente crescita dell’economia italiana.

Il “sistema calcio” rappresenta una componente fondamentale della nostra società, non solo come pretesto di aggregazione sociale ma soprattutto come pilastro della nostra economia. Nel corso degli anni si è dimostrato come il raggiungimento di traguardi sportivi abbia influenzato positivamente l’andamento del commercio dei paesi vincitori.

Le stime di Coldiretti

L’anno successivo alla vittoria degli azzurri nel campionato mondiale di calcio del 2006 in Germania, l’economia nazionale – precisa la Coldiretti – è cresciuta in modo sostenuto con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti“. Un effetto-Cannavaro che fatto registrare un aumento delle vendite nazionali per circa il 10%, con un impatto non indifferente sul prodotto interno lordo. Il cosiddetto made in italy ha subito una forte impennata, valorizzando i prodotti del bel paese e garantendo una spinta alla nostra economia. Abbiamo assistito ad un aumento record del 30% riguardo i prodotti artistici e culturali, del 9% per quanto concerne il settore alimentare. Inevitabili le conseguenze positive anche nel settore del turismo, con un incremento stimato di circa 2,35 milioni di stranieri in più rispetto al periodo precedente (+3,5%). Sarà forse una semplice suggestione, ma quel gruppo di atleti ci piace ringraziarlo anche per questo.

Quanto vale un mondiale vinto?

Da anni gli esperti ne discutono e cercano di trovare una soluzione a questo quesito. Il Financial Times ha provato a fare una stima tenendo in considerazione tutte le nazionali vincitrici. Si è osservato che la vittoria porta con sé una crescita aggiuntiva dello 0,7% rispetto all’anno precedente, con annesso miglioramento delle performance degli indici di borsa. Nei report degli analisti, nel nostro caso, si è ricordata la vittoria degli italiani ai Mondiali del 2006. Anche la “soccereconomics, ossia la disciplina che studia l’impatto del mondo del calcio sull’economia, sta divenendo sempre più complessa. A queste considerazioni vanno aggiunte le stime positive di Goldman Sachs. La famosa banca d’affari ha evidenziato che nei mesi della vittoria dei mondiali italiani del 1982 e del 2006, Piazza Affari ha garantito ritorni del 3% mese su mese. Si può quindi desumere che la vittoria porta ottimismo tra i consumatori, gli acquisti aumentano e da ciò ne consegue un miglioramento dell’economia in toto.

Il calcio e l’economia: un legame indissolubile

A valle delle considerazioni fatte pocanzi, risulta inevitabile sottolineare come le manifestazioni calcistiche rappresentino un ulteriore elemento di sviluppo dell’economia. Il possibile raggiungimento di alcuni importanti traguardi può rappresentare un trampolino di lancio per il nostro paese. In un periodo storico in cui le prospettive di crescita del Pil si attestano intorno al -11,9% e il ritorno alla normalità è atteso per il biennio 2021-2023, si auspica che nelle prossime manifestazioni sportive si possa ottenere qualche soddisfazione. Sicuramente non sarà questa la soluzione ai nostri problemi, ma potrebbe essere un modo per ripartire più uniti. Come ci ha ricordato Fabio Caressa la notte del 9 luglio 2006.  “Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene, stasera c’è più gusto ad essere italiani”.

Edoardo Gentili

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