Come usare la blockchain nell’alta moda? La soluzione del gruppo LVHM per verificare l’autenticità

LVHM ha da poco annunciato che si doterà di un sistema, basato sulla tecnologia Blockchain, per verificare l’autenticità dei suoi prodotti.

Negli ultimi tempi non si fa altro che parlare di Blockchain, una tecnologia che pare la panacea contro tutti i mali moderni. Non sarà forse miracolosa ma è indubbio che fornisce moltissime idee sulle quali lavorare per riuscire a risolvere molti problemi del nostro sistema economico.

Che cos’è la Blockchain?

Prima di tutto è necessario chiarire cosa sia la Blockchain.
La Blockchain è un registro digitale condiviso che raccoglie le informazioni raggruppandole in blocchi, concatenati in ordine cronologico e protetti da un avanzato sistema crittografico.
La rivoluzione, apportata da questa tecnologia, è principalmente legata al fatto che le informazioni non vengono più registrate in un server centralizzato, bensì vengono immagazzinate in diverse pagine (chiamate blocchi) le quali, comunicando tra loro, spezzettano l’informazione e la condividono tra i nodi della rete.
Il principale vantaggio di questo sistema è che è molto difficile da attaccare o da manomettere. Ciò è dovuto sia alla crittografia che lo protegge sia al fatto che bisognerebbe attaccare tutti i nodi della rete per ottenere l’accesso alle informazioni; nei sistemi tradizionali, invece, basta attaccare il server centrale.

Il sistema Blockchain di LVHM

Per via di queste peculiarità gli ambiti di applicazione di questa tecnologia sono molteplici, dal settore dei pagamenti digitali fino ad arrivare ai sistemi di tracciabilità dei prodotti.
In questo ultimo ambito si è mossa recentemente LVHM (Louis Vuitton Moët Hennessy), nota multinazionale francese che opera nel settore dell’alta moda e dei beni di lusso, promuovendo il lancio di un nuovo sistema di tracciamento prodotti tramite Blockchain denominato “Aura”.
Il progetto nasce da una collaborazione tra il gruppo francese e due società specializzate nella fornitura di soluzioni IT, ovvero Microsoft, ben nota al grande pubblico, e ConeSys, community globale di sviluppatori, programmatori, giornalisti, legali e imprenditori che ha lo scopo di creare e promuovere infrastrutture blockchain e applicazione peer-to-peer.
Il sistema sarà in grado di fornire ai consumatori la possibilità di risalire all’intera storia produttiva della merce acquistata, in modo da provarne l’autenticità, dalle materie prime al punto vendita.
Per il momento LVHM ha coinvolto solo i marchi Louis Vuitton e Christian Dior nel progetto, ma è probabile che presto verrà allargato anche ad altri grandi brand.

Il problema del primo dato

Le finalità intrinseche del progetto sono quelle di difendere l’autenticità dei marchi coinvolti, fornendo ai consumatori una soluzione digitale per difendersi dall’acquisto inconsapevole di prodotti falsi, e di tracciare tutta la filiera dei beni di lusso.
L’obiettivo del tracciamento della filiera produttiva e garanzia del rispetto di determinati standard produttivi, è un punto che presenta non poche perplessità. E’ vero che la Blockchain permette di rendere sicure e trasparenti le informazioni che vengono registrate, rendendole praticamente immuni alle manomissioni, ma non supera un grande ostacolo: il problema del “primo dato”.
Il problema del “primo dato” consiste nel fatto che le prime informazioni inserite nel sistema, le quali vengono validate in automatico dal sistema solo nei passaggi successivi al primo, vengono immesse da un tecnico, ovvero un operatore umano che può inserire informazioni non veritiere, che falserebbero l’intero sistema.
Secondo il mio punto di vista la tecnologia è ancora acerba per porsi come obiettivo quello di tracciare un ciclo produttivo così lungo e complesso, poiché non è possibile, con le attuali tecnologie, automatizzare il processo di digitalizzazione di un bene fisico senza l’intervento umano.
Sarà interessante capire come LVHM affronterà questo problema nell’implementazione di “Aura” e se tramite le tecnologie di Microsoft e ConeSys riuscirà a trovare una soluzione.

Andrea Iacomino

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