Disney e le strategie che rendono l’azienda giovane, dal licensing al co-branding

L’azienda sempreverde che collaborando con artisti di successo come Heidi Klumm e Vera Wang riesce a riaccendere il desiderio di tornare bambini.

Dai film di animazione ai prodotti per la casa, ai giochi, ai trucchi e vestiti. Nuove idee? Saranno di sicuro un successo. Un’azienda che ha tanto da offrire a persone di tutte le età, che dalla strategia del licensing a quella del co-branding riesce ad assicurarsi ottime partnership e ad avere un’immagine sempre giovane.

Cos’è il licensing

Un brand riconosciuto può dare in licenza la propria immagine a qualsiasi tipo di prodotto. Ma perché cedere un marchio? E quando si può cedere? Il titolare può ricorrere a questa strategia quando vuole sfruttare il prestigio del brand per estendere la propria offerta commerciale su nuovi territori. Chi prende in licenza può sfruttare l’occasione per ampliare la propria attività usando il brand nel periodo pattuito. A questo tipo di accordo spesso si associano contratti di distribuzione commerciale, accordi di franchising e di co-branding. Il licensing è una strategia di marketing che ha alla base un contratto tra aziende. Il contratto di licenza di marchi prevede che esista un oggetto ( il marchio dato in licenza) e che siano chiari i limiti d’uso, quindi come e per quali prodotti si può usare. Valido solo per un determinato territorio e per un determinato periodo, prevede un’esclusiva: si concede la proprietà intellettuale del brand al licenziatario, inoltre bisogna determinare se la licenza è concessa in modo gratuito o se è previsto un compenso in base alle vendite o alle royalty. L’immagine del marchio ha la massima priorità, va preservata tutti gli altri aspettidel contratto passano in secondo piano.

Strategie Disney

Il marchio che più di tutti può rappresentare il successo che si ottiene attraverso questo modello di marketing è la Disney. Dal 1929 l’immagine di topolino fa guadagnare miliardi di dollari all’azienda, è una figura ormai nota e cara a tutti che ha favorito più di ogni altro personaggio la formazione della divisione licensing dell’industria. Si tratta pur sempre di una compagnia capace di innovare e rinnovarsi, che è riuscita a modernizzare il concetto di amusement dando una nuova immagine ai Luna Park che fino al 1955, e quindi al primo Parco Disney in California, erano semplici attrazioni itineranti. Le strategie Disney non si limitano al semplice contratto di licenza o al merchandising, si parla di un’azienda che prima e dopo l’avvento dell’influencer marketing non ha sbagliato un colpo ed è riuscita comunque a farsi fare sempre pubblicità da chi la ama e anche collaborando con altri brand.

Iconic to be iconic

Il co-branding è un altro tipo di marketing sfruttato in modo ottimale dall’azienda, possiamo prendere in considerazione le collaborazioni fatte in passato come quella con Dalì per girare un cortometraggio animato o la più recente con personaggi iconici come Heidi Klumm, designers come Betsey Johnson e Vera Wang ed altri brand come Coach. Possiamo solo immaginare la cura e l’importanza data a tutti i rami dell’azienda compresi i parchi animazione ai quali è indirizzata l’ultima strategia basata sul co-branding di tipo funzionale coi sopracitati collaboratori. Si tratta di un progetto volto a creare una nuova linea in edizione limitata di cappelli e diademi per Topolino e Minnie venduti nei parchi a tema, si tratta di prodotti tramite cui non si vuole dare solo un’immagine fresca alla coppia storica ma vuole viziare i clienti offrendo loro servizi di qualità sempre superiore.

Cos’è il co-branding

Le aziende coinvolte nella collaborazione presentano un prodotto nuovo con caratteristiche tipiche delle due aziende, il risultato è di qualità superiore rispetto agli altri prodotti sul mercato. Basta pensare alle nuove t-shirt Disney x Zara o Disney x Levi’s. Negli ultimi anni grazie anche al lavoro degli influencers e all’uso dei social media questa strategia è stata usata sempre di più e sempre da più aziende e personaggi famosi, affinché funzioni in modo ottimale alla base va stipulato un contratto tra aziende e va rilasciata una licenza, inoltre i partner devono coordinare le campagne pubblicitarie e il marketing. Ci deve essere un’adeguata sinergia tra le imprese che anche se per un breve periodo devono lavorare quasi in simbiosi per riuscire, come quando suona un orchestra, a farlo talmente bene da sembra una sola unità.

Giuseppina Napolitano

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