Come lanciare la nuova Hit dell’estate: le strategie marketing delle case discografiche nell’era digitale

Il percorso che fanno le nuove canzoni e gli artisti che le hanno create per raggiungere le nostre playlist, le radio che ascoltiamo e le classifiche musicali

Volenti o nolenti, tutti noi entro la fine di ogni estate ci ritroviamo a canticchiare il ritornello di quella canzone che abbiamo quasi inconsciamente ascoltato durante tutto il periodo estivo in radio, nei locali, in spiaggia… Ma ci siamo mai chiesti come siano arrivati a noi questi brani? Cosa abbiano di diverso da migliaia di altre canzoni che vengono prodotte ma passano inosservate ogni settimana? Quali strategie ci sono dietro al successo di un tormentone? Ci si chiede anche che impatto abbiano i nuovi canali per ascoltare musica sulla profittabilità di coloro i quali producono i brani, dato che molti di noi fruiscono di questi servizi gratuitamente o pagando un contributo mensile di entità inferiore al prezzo di un CD.

I brani vengono selezionati e poi distribuiti sui vari canali

Nonostante esistano casi di artisti ora famosi che sono stati scoperti tramite piattaforme sulle quali caricavano i loro brani registrati in casa con attrezzature elementari, l’esempio più celebre dato da Justin Biber, produrre e commercializzare musica è un processo complesso, che ancora oggi richiede l’intervento di una casa discografica per portare una canzone al successo. Dal punto di vista del marketing musicale, le etichette si occupano innanzitutto delle prime essenziali fasi della distribuzione di un singolo o di un album, facendo in modo che appaia su tutte le principali piattaforme di musica online e producendo e distribuendo ai negozi i dischi fisici, che nonostante il loro declino rappresentano ancora una porzione significativa dei ricavi musicali. Essere presenti e disponibili per il consumo naturalmente non basta, occorrono altre strategie affinchè il pubblico venga a conoscenza della nuova musica proposta e desideri ascoltarla.

I social e l’immagine dell’artista, l’hype e l’engagement

Nella nuova era del marketing musicale, l’immagine pubblica dell’artista e il suo utilizzo dei canali di comunicazione con i fan sono essenziali per il successo della sua musica. Anche i casi in cui i volti e le identità degli artisti sono parzialmente celati, come negli esempi degli italiani Myss Keta e Liberato o gli internazionali Daft Punk e Sia, sono focalizzati sulla creazione di un personaggio che sia originale e riconoscibile non solo dal punto di vista musicale ma anche visivo. I canali social e i siti web ufficiali possono poi essere usati per instaurare un rapporto e un dialogo con i fan attraverso commenti, messaggi e interazioni. Questo engagement può essere ulteriormente supportato da campagne promozionali a favore dei fan come ascolti dei nuovi brani in anteprima, incontri con l’artista e prodotti di merchandising mirati. Un altro metodo per incrementare le vendite e gli ascolti di un album o di un singolo già a partire dal lancio è quello di creare hype, vale a dire creare forti aspettative per ciò che sta per essere rilasciato attraverso anteprime, acquisti e prenotazioni anticipate e altre strategie originali e sorprendenti per il pubblico. In un mercato creativo come quello musicale, infatti, anche le campagne di marketing hanno più potenziale di successo se sono uniche e inaspettate.

L’oligopolio delle piattaforme online e il loro effetto sugli artisti

Mentre un tempo erano le grandi case discografiche a controllare la maggior parte dell’industria musicale, ora anche esse devono confrontarsi con i giganti dello streaming e del download musicale quali YouTube, Spotify e Apple Music, che con le legislazioni correnti hanno ampia libertà di decisione riguardo alla renumerazione degli artisti. Mentre i servizi di streaming ottengono i loro ricavi attraverso gli abbonamenti e le pubblicità, la quantità di denaro che viene corrisposta ai detentori di diritti d’autore per ascolto è molto variabile e, nonostante costituisca una nota di costo considerevole per aziende come Spotify, spesso oggetto di polemiche da parte degli artisti. Non è chiaro, tuttavia, se queste piattaforme siano state la salvezza o la causa del declino dell’industria musicale e delle grandi etichette in particolare, dato che nel periodo della loro ascesa sono anche cambiate considerevolmente le attitutidini dei consumatori in questo settore, rendendoli un servizio necessario e inevitabile per chiunque voglia far conoscere la propria musica. Certo è che negli ultimi anni le aziende che si occupano di produrre musica hanno dovuto adattarsi alle nuove caratteristiche del mercato, spesso riducendo le proprie dimensioni e tagliando i costi.

Numerosi fattori concorrono naturalmente al successo di un brano, non tutti direttamente prevedibili o controllabili. Le case discografiche, nonostante le difficoltà, riescono ancora ad adattarsi ai continui cambiamenti del mercato e a sfruttare la loro esperienza per posizionare i loro prodotti con successo. Così le grandi hit continueranno ad accompagnare le nostre avventure ed a rimanere impresse nei nostri ricordi.

Elena Salina Borello

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