Covid19: le misure adottate da Booking.com e gli effetti sul turismo

Durante l’emergenza causata dal virus il turismo sembra essersi bloccato, in questo caso sembra necessario per gli e-commerce potenziare le proprie strategie di comunicazione e promozione.

Durante l’emergenza corona virus Booking.com ha preso unilateralmente la decisione di cancellare le prenotazioni effettuate da tutti i clienti violando i limiti imposti nei termini del servizio, interponendosi tra le strutture ospitanti e i clienti.

Booking.

Fondata nel 1996, dal 2012 l’azienda ha stretto un’alleanza con una società di viaggi online cinese ottenendo un portafoglio globale. Dalla sua creazione l’azienda non è riuscita sempre ad ottenere solo consensi anche perché il sito non è sempre stato in grado di salvaguardare i dati degli utenti. Basta pensare all’episodio accaduto nel 2014 in cui il sito è stato preso di mira dagli hacker. Si tratta di “un motore di ricerca metasearch per prenotazioni di alloggi” che è di proprietà ed è gestito da Booking Holdings ed è la principale fonte di entrate dell’azienda con sede negli Stati Uniti e ad Amsterdam.  “La piattaforma e-commerce ha però di recente stretto una partnership con la Global Distribution Sales & Marketing, in virtù di questa alleanza le agenzie che vorranno potranno accedere tramite un link dedicato sul portale di Booking.com. Attualmente il sito permette ai proprietari delle strutture ed ai clienti di comunicare direttamente tra loro garantendo ai clienti la più opportuna tutela, permettendo di rateizzare i pagamenti.

Le misure adottate dall’e-commerce.

La decisione di Booking rischia, però, di mettere in difficoltà il settore turistico che attualmente già soffre le numerose disdette (fino al 90% dall’inizio della pandemia ). La procedura attuata dal sito prevede il rimborso ai clienti di tutti i pagamenti effettuati annullando i costi di prenotazione ( penali e spese), la decisione è stata presa in seguito al blocco dei voli imposto da alcuni paesi. Le misure adottate valgono per tutti quelli che avrebbero dovuto spostarsi nelle zone rosse e per chi attualmente è in quarantena. “Le procedure per cause di forza maggiore vengono applicate anche a casi individuali in cui un viaggiatore sia stato impossibilitato a viaggiare/soggiornare per es. per frequentazione di ambienti infetti in un hotel”. Nonostante ciò le misure adottate dal sito non sembrano essere abbastanza, infatti lo stesso ceo ritiene necessaria la riduzione delle spese di marketing e la riduzione delle assunzioni. Sono previsti tagli per tutto il 2020 mentre le società rivali hanno già provveduto ad avviare i licenziamenti.

Turismo in quarantena

Nel 2020 l’emergenza coronavirus ha causato un blocco del turismo mondiale, si prevede che la crisi brucerà oltre 19 miliardi di spesa turistica e in Italia le regioni che ne risentiranno di più sono quelle del centro-nord. Gli italiani sembrano aver rinunciato alle vacanze estive per quest’anno. La soluzione per chi offre servizi di hospitality sta nell’affinare le strategie di promozione e ideare nuove forme di intrattenimento per attirare i turisti. Bisogna quindi riuscire a dare nuovo rilievo alla destinazione: “i viaggi si baseranno sempre di più sul “perché” e non più sul “cosa” visitare per rispondere a una precisa necessità del viaggiatore, e cioè quella di andare oltre esperienze asettiche e già vissute”. Non meno importante sarà la valorizzazione del turismo enogastronomico, infatti dopo l’emergenza si punterà perlopiù sul rilancio del settore food&wine. Tra i servizi offerti non mancano webinar ed eventi di formazione on demand dedicati alla formazione in streaming di chiunque ne fosse interessato.

Giuseppina Napolitano

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