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Il caso Nutella Biscuits: qual è la “ricetta” del successo?

Perché i Nutella Biscuits sono introvabili? Analizziamo la chiave del successo tra strategia di marketing, comunicazione e… amore.

Sono stati lanciati da meno di un mese nei supermercati italiani, in sole tre settimane hanno superato i due milioni di confezioni vendute per un fatturato di oltre 8 milioni di euro e oggi sono (quasi) introvabili. Parliamo dei Nutella Biscuits, i biscotti ripieni della famosa crema spalmabile che stanno facendo impazzire gli italiani, tanto da poter essere considerati un vero e proprio caso di studio.

Perché i Nutella Biscuits sono introvabili: errata previsione della domanda o strategia di marketing?

«Finalmente sono arrivati»: così l’azienda piemontese ha annunciato al mondo il lancio dei nuovi attesissimi biscotti. Finalmente sì, perché i Nutella Biscuits rappresentano per Ferrero un’operazione commerciale senza precedenti, che ha richiesto più di 10 anni di sperimentazione e corposi investimenti in ricerca e sviluppo. Investimenti che, a quanto pare, sembrerebbero aver dato i loro frutti. Secondo quanto riportato da Angelo Massaro, amministratore delegato della società di rilevazione IRI, «è stato un crescendo perché nella prima settimana le confezioni vendute in Italia sono state 27mila. Nella seconda sono salite oltre il milione e nella terza, l’ultima di cui abbiamo i dati, a un milione e mezzo». Per non parlare poi del clamore mediatico che ha seguito il lancio del fortunato snack della multinazionale e che lo ha portato tra le prime pagine della stampa nazionale, nonché al centro delle conversazioni di migliaia di consumatori, come dimostrano anche i dati di Google Trends.

Conseguenze social a seguito della strategia del “raro”

Il risultato è che gli scaffali di molti supermercati sono vuoti, come testimoniano le foto dei tanti utenti delusi che si ripetono da qualche giorno sui social.
Alcune catene di supermercati sono state costrette a imporre un limite giornaliero all’acquisto per evitare fenomeni di bagarinaggio, come già accaduto a Napoli, dove la confezione di biscotti è stata venduta al doppio o addirittura anche al triplo del prezzo consigliato.
In tanti hanno cercato di darsi una spiegazione e sul web si alternano teorie più o meno fantasiose. Secondo alcuni quella di Ferrero sarebbe una precisa strategia di marketing finalizzata ad accrescere il desiderio dei consumatori. Ad avvalorare questa tesi c’è quel famoso principio della scarsità, il cui obiettivo è proprio quello di creare un senso di urgenza in vista di un potenziale esaurimento di risorse scarse. In sintesi, vogliamo ciò che non possiamo avere.
Secondo altri, invece, l’obiettivo di Ferrero sarebbe quello di spingere la vendita di altri prodotti della gamma come i meno fortunati Nutella B-Ready.
Secondo la società di rilevazione IRI, invece, la colpa sarebbe tutta della velocità di rotazione e cioè del tempo che passa tra la vendita ai consumatori finali e il rifornimento degli scaffali, che sarebbe di «2,2 volte superiore a quello dei prodotti analoghi della stessa Ferrero e probabilmente anche della concorrenza». L’azienda, intanto, per policy aziendale non rilascia interviste.

Barilla sfida Ferrero: arrivano i Biscocrema Pan di Stelle

La guerra a colpi di biscotti è appena cominciata. Barilla è l’esempio lampante che, sì, i competitors sono una minaccia del proprio mercato, ma rappresentano prima di tutto uno stimolo a migliorarsi.
Così come per la Crema Pan di Stelle, Barilla ha annunciato il lancio dei suoi nuovi biscotti farciti al cacao che promettono di dare filo da torcere agli ultimi arrivati di casa Ferrero.
Biscocrema Pan di Stelle – questo il nome dell’ultima novità della nota multinazionale – saranno lanciati sul mercato italiano accompagnati da una campagna pubblicitaria televisiva ad hoc. Il prezzo della confezione si aggirerà intorno ai 3 euro e il prodotto sarà confezionato in monoporzioni da 139 calorie, che potranno essere vendute anche singolarmente. La scelta del packaging, così come quella degli ingredienti utilizzati, non è casuale ed è pienamente in linea con valori del brand, come l’attenzione all’ambiente e alla salute dei consumatori. Tra le dichiarazioni ufficiali non sorprende che Barilla ci tenga a rassicurare i consumatori non solo sulla bontà del proprio prodotto ma anche sull’assenza di olio di palma tra gli ingredienti. Che si tratti di un – non proprio – velato riferimento al diretto competitor, più volte al centro di polemiche proprio per l’utilizzo dell’olio di palma? Non è possibile stabilirlo con certezza, ma intanto l’azienda ci tiene a sottolineare che «Biscocrema non è una risposta alla competizione con Ferrero. Non vogliamo fare la guerra dei numeri né delle quote. Noi siamo leader di mercato con il 37% di quota valore. Questo lancio è una naturale estensione della marca , nata da un biscotto, come facciamo da anni».

Roberto Cerino

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