Il dogfooding: una strategia di marketing tanto potente quanto pericolosa

Il termine “dogfooding” nasce da un aneddoto: si narra che il CEO di un’azienda di cibo per animali, per impressionare il consiglio degli azionisti e per fornire un’idea di marchio tanto potente quanto affidabile, avesse preso una lattina di cibo per cani prodotto dalla sua azienda e l’avesse mangiato di fronte al consiglio. Il messaggio che si cela dietro quest’atto apparentemente folle e impressionante è che se perfino l’uomo avesse potuto mangiare cibo per cani, il prodotto presentato sarebbe stato necessariamente un prodotto eccellente.

COME FARLO E COS’E’ PRATICAMENTE

Il “dogfooding” è una dichiarazione fatta dall’impresa, che afferma che i suoi dipendenti utilizzano i beni prodotti dall’azienda stessa, come parte del “testing process”.
In realtà tale idea non viene utilizzata esclusivamente per fornire un inequivocabile segnale della forza dell’azienda, ma anche affinchè gli stessi produttori, utilizzando il loro prodotto, possano riscontrare eventuali problemi nel suo utilizzo, e risolverli prontamente, cosi da migliorare l’esperienza collettiva.

LE IMPRESE

Sono tante le imprese che tramite l’utilizzo del “dogfooding” hanno avuto una crescita esponenziale: partendo da Microsoft fino a Facebook passando per Google e Lyft. Tutte queste imprese hanno compreso il valore dello “switching roles”, che è molto più importante di un semplice testing su un ipotetico target market. Lo “switching roles” permette ai dipendenti di toccare con mano il prodotto, realizzando e migliorando anche delle piccolezze che possono però offrire un non indifferente vantaggio competitivo. Nel 2019, durante la 14esima Conferenza Globale sul Software Engeineering (ICG) , alcuni relatori hanno parlato della pratica del dogfooding. “Dogfooding has been a fundamental piece of the product development process for a number of reasons. […] it allows us to cover unpre-dicted test scenarios that traditional software quality assurance methodologies do not “. Tale intervento di alcuni dipendenti di Motorola mette in luce l’importanza dell’elemento umano, insostituibile e spesso molto piu rilevante rispetto al lavoro che può essere svolto dai software, spesso non capaci di comprendere la facilità di utilizzo, tendendo unicamente a correggere e segnalare gli errori informatici.


I RISCHI E GLI SVANTAGGI

Oggi il “dogfooding” è una strategia di marketing tanto potente quanto pericolosa. Infatti essa potrebbe, come dimostratoci da Elon musk, nella presentazione del Pick-up Tesla Cybertrunk, nascondere delle insidie. L’imprenditore di origini sudafricane, infatti, durante la presentazione del veicolo ha fornito una dimostrazione pratica della forza dei suoi finestrini “unbreakable”, che invece, si sono frantumati in diretta mondiale.
Spesso può accadere che gli stessi lavoratori possano, per paura e timore, non dare una valutazione oggettiva e realistica del prodotto interrompendo l’evoluzione dello stesso e rendendo così l’intera pratica inutile. Altro svantaggio di tale pratica è che i dipendenti che lo utilizzano nel tentativo di migliorarlo potrebbero avere una mentalità tendenzialmente settoriale e limitata alla loro area di esperienza non potendo cosi essere in grado di vedere le potenzialità del prodotto nella sua interezza.

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Gianluca Pirulli

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