iPhone XI in arrivo: le migliori strategie di business di Apple

Finalmente è ufficiale: iPhone XI verrà presentato il 10 settembre all’interno del bellissimo Steve Jobs Theatre a Cupertino. Entriamo all’interno dell’ecosistema Apple nella fase di premeditazione, presentazione e lancio dei prodotti analizzandone le strategie

L’evento Apple si terrà in data 10 settembre 2019 a partire dalle ore 19:00 italiane, quando in California saranno invece le 10:00 del mattino e sarà possibile seguirlo per la primissima volta anche su YouTube. Tutto ciò che è trapelato sui nuovissimi iPhone.

iPhone XI, iPhone Pro, iPhone Pro Max

Ebbene sì, saranno nuovamente tre i modelli che verranno presentati dall’azienda di Cupertino quest’anno. Il design, a pochissime ore dall’annuncio ufficiale, pare essere confermato con ben tre fotocamere di cui, quella più grandangolare avrà un ingrandimento di 0.5x. Lato software l’app Fotocamera potrà fruttare tutto questo hardware per creare un nuovo tipo di foto. La funzione più accreditata sarebbe quella di poter zoomare e de-zoomare otticamente in post-produzione all’interno di una foto, come farsi un viaggio all’interno di uno scatto. Il tutto risulterebbe perfettamente in linea con quelle novità che Apple riserva ogni anno per accompagnare l’hardware con il software. Caratteristica che invece dovrebbe essere esclusiva per gli iPhone Pro è la Reverse Wireless Charging che sarà in grado di caricare un qualunque dispositivo dotato di ricarica QI poggiandolo sul retro dello smartphone. Il discorso batteria si fa interessante, in quanto questa avrà una capienza da: 3000 mAh (iPhone XI), 3200 mAh (iPhone Pro), 3500 mAh (iPhone Pro Max). La novità per quanto riguarda FaceID, che arriva alla sua terza generazione di sviluppo, consiste nello sblocco facciale da più angolazioni; ciò si traduce in minore margine d’errore e sblocco anche quando il nostro viso è parallelo alla superficie del display. Lato processore, denominato A13, secondo i rumor ci sarà anche un co-processore di movimento di nome Matrix che si occuperà dei task più pesanti, ottimizzato al meglio per la realtà aumentata e AR Kit.

Caccia spoiler nell’immagine di copertina del Keynote

Come da tradizione, Apple è solita inserire degli indizi all’interno dell’immagine di copertina dell’evento. Nemmeno quest’anno le teorie attorno al logo non hanno mancato di manifestarsi. Come potete vedere l’immagine ricalca un logo Apple arcobaleno sezionato: la prima ipotesi è che questi siano i colori che apparterranno al nuovo iPhone XI, che prenderà dunque il posto dell’attuale iPhone XR variando nel colore che sarà: viola, giallo, rosso. giallo, blu e verde, oltre al classico nero e bianco. La seconda ipotesi conferma il rumor che vede il logo sul retro subire una modifica estetica. La mela morsicata sulla scocca posteriore avrà, racchiusa in sé, una sfumatura di tendenza arcobaleno, proprio come il primissimo logo Apple.

La strategia dietro la rimozione del jack audio

Sono ormai trascorsi diversi anni da quando Apple, e a seguire tutte le altre aziende, ha rimosso il jack per le cuffie da 3.5mm. Con ogni probabilità mancherà anche quest’anno, ma perché l’ha fatto e cosa c’è dietro?
Da un lato la tecnologia bluetooth funziona meglio, ma dall’altro è ovvio che questo tipo di operazione ha un impatto economico importante. Il business sta proprio nell’obbligare formalmente il consumatore a comprare degli auricolari o cuffie bluetooth. Analizzando meglio il nostro caso Apple, notiamo che in parallelo alla rimozione del jack audio da 3.5mm sono state lanciate sul marcato le AirPods, prodotto stellare acquistato anche da chi possiede smartphone Android e che ha rappresentato per l’azienda di Cupertino un business da 8 miliardi di dollari. La storia non fa altro che ripetersi, proprio come accadde durante l’evoluzione dei floppy disk che scomparvero dalla circolazione.
Altro ragionamento molto importante collegato agli auricolari bluetooth è la voce, mediante la quale è possibile impartire ordini a Siri, nel caso di Apple, ma in generale a tutte le intelligenze artificiali. La voce sarà il nuovo paradigma sul quale i colossi tech hanno già iniziato a guadagnare.

Roberto Cerino

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