La nuova mossa strategica di Motorola: la scelta di rinnovare un vecchio prodotto per rilanciarsi nel futuro

Il Motorola RAZR è uno dei modelli storici dell’azienda statunitense, famoso per la sua chiusura a “conchiglia” e per il suo essere il cellulare più sottile al mondo. In poco tempo dall’uscita si registrarono 130 milioni di pezzi venduti, un successo straordinario che pareva lanciare Motorola verso una lunga strada costellata di successi.

Nel 2007, invece, l’arrivo degli smartphone, ma soprattutto degli iPhone, rivoluzionò il settore, costringendo Motorola, insieme a Nokia e Blackberry, a cedere la leadership del mercato e ricoprire il ruolo di inseguitrici, sorte più fortunata rispetto ad altre società che invece sono andate incontro al fallimento.

La storia di Motorola

Motorola è stata fondata nel lontano 1928 col nome Galvin Manufacturing Corporation, che fu poi cambiato in Motorola nel 1947, nome inizialmente ideato per una linea di autoradio (motor = automobile, ola = suono).
L’azienda opera, quindi, da circa 90 anni ed ha contribuito alla creazione del settore della telefonia mobile poiché ha introdotto il primo telefono cellulare portatile al mondo, possiamo dunque definirla come la madre dell’intero settore.
Nonostante ciò Motorola non è il brand “first in mind” dei consumatori, questo è dovuto ai risultati negativi conseguiti dall’impresa negli ultimi anni, penalizzata dall’avanzamento tecnologico del settore e dalla propria incapacità nell’adattarsi, nell’adoperare quello “strategic shift” necessario a ritornare a competere per la leadership del mercato.
Complice di questi fallimenti è stata sicuramente la storia travagliata dell’impresa negli anni dell’ascesa dei colossi Samsung ed Apple. Tra il 2007 ed il 2009, infatti, Motorola perse circa 4,3 miliardi di dollari, rendendo necessario un turnover aziendale, il quale ne ha rivoluzionato l’assetto operativo e ha reso impossibile gettare le basi per l’introduzione di nuovi prodotti che quantomeno seguissero i trend di mercato. Quando in azienda c’è bisogno di ristrutturare il modello operativo, gli investimenti in Ricerca e sviluppo vengono, inevitabilmente, messi da parte.
Nel 2011 la società fu scissa in due entità indipendenti: Motorola Mobility e Motorola Solutions. Motorola Mobility fu venduta a Google nel 2012, quando la società della Silicon Valley pensava di fare concorrenza direttamente ad Apple, producendo propri smartphone. Dopo pochi anni, però, Google arrivò alla conclusione che la strategia migliore per concorrere con Apple fosse quella di puntare sui produttori che integravano il sistema Android (come Samsung), piuttosto che produrre dei modelli propri, per cui nel 2014 Motorola fu venduta a Lenovo.

Il lancio del nuovo prodotto

Dopo le travagliate vicende societarie della sua storia recente Motorola ha recuperato spazio nel settore ed ha, nel corso del tempo, prodotto modelli molto apprezzati sul mercato, un esempio è il Moto G7 considerato uno dei prodotti della fascia economica con le prestazioni più elevate.
L’azienda è ora pronta a lanciare un rinnovato RAZR sul mercato, che si propone di competere nella nicchia degli smartphone pieghevoli.
Il nuovo RAZR ricorda esteticamente il suo predecessore, ha lo stesso meccanismo a “conchiglia” che permette di aprire e chiudere il telefono, con la differenza che, invece di mostrare una tastiera, mostra un display touchscreen da 6,2 pollici.
Il RAZR è dotato anche di uno schermo touchscreen esterno da 2,7 pollici che permette di leggere le notifiche e modificare qualche impostazione, senza dover necessariamente aprire il telefono ogni volta.
Il prodotto si rivolge sia ad un target di nostalgici, i quali difficilmente porteranno il modello ai vecchi fasti, sia ad un target di nuovi clienti, per attirare i quali Motorola ha puntato molto sulla novità del pieghevole, la quale risponde all’esigenza manifestata dai consumatori di avere schermi più grandi ma senza sacrificare la comodità del tascabile.
L’incognita maggiore è il prezzo, poiché rappresenta una vera e propria inversione di marcia rispetto al Moto G7. Il prezzo del RAZR si aggira intorno ai 1500 euro, una cifra molto alta se confrontata con la media della gamma Motorola e considerando il fatto che, allo stesso prezzo, si possono acquistare gli iPhone di Apple ed i Galaxy di maggior pregio di Samsung.

Il mercato degli smartphone pieghevoli

Nell’ultimo anno il settore degli smartphone ha registrato un rallentamento delle vendite dovuto alla saturazione del mercato nei paesi Occidentali, condizionato dall’aumento del ciclo di vita dei prodotti e dalla mancanza di innovazioni strutturali nei prodotti.
La rivoluzione dovrebbe arrivare con il 5G, una tecnologia che dovrebbe portare molti consumatori a considerare l’idea di affidarsi ad un nuovo dispositivo per non rimanere indietro e sfruttare al massimo le potenzialità della nuova rete mobile.
In questa momentanea e parziale situazione di crisi, ha trovato spazio la nicchia degli smartphone pieghevoli, un settore che punta tutto sulla novità dello schermo pieghevole, che può far incuriosire i consumatori, ma soprattutto soddisfare la loro richiesta di telefoni con schermi grandi ma tascabili, quindi non pesanti e non voluminosi.
Motorola sta puntando proprio su questo e pare offrire il miglior compromesso in tal senso, offrendo un RAZR con uno schermo grande ma che può essere comodamente tenuto in tasca.
I progettisti di Motorola hanno dovuto lavorare molto per giungere a questo risultato, dopo qualche schermo rotto sono riusciti a creare un telefono che chiuso dà l’idea che lo schermo sia ripiegato su se stesso, mentre in realtà all’interno viene mantenuto il giusto spazio per consentirgli di flettersi al massimo possibile. Nella parte centrale, lo schermo è libero di muoversi senza essere attaccato alla cerniera, e questo offre ulteriore spazio per evitare stress che potrebbero danneggiarlo.
Gli altri marchi non possono dire di essere stati altrettanto fortunati con la buona riuscita del proprio prodotto.
Samsung, ad esempio, aveva presentato il Galaxy Fold, il suo primo cellulare con schermo pieghevole, ma che a differenza del RAZR si apre come un libro. Il telefono doveva essere una vera e propria novità, invece si è rivelato un fallimento perché bastava poco per danneggiare lo schermo pieghevole o il meccanismo di chiusura, rovinato anche da semplici granelli di polvere.
Samsung ha dovuto rinviare la messa in vendita dello smartphone, che costava circa 2000 euro, per aggiungere delle protezioni aggiuntive.
Huawei ha annunciato il suo Mate X, un altro smartphone con schermo pieghevole, che sta tardando ad uscire sul mercato, si pensa sempre per problemi legati alla resistenza dello schermo pieghevole.

Andrea Iacomino

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