Philip Morris: da leader nel settore delle sigarette ad azienda innovativa nel fumo tech

La Philip Morris International è una compagnia statunitense con prodotti in vendita in oltre 180 paesi, la sua storia inizia nel 1847 e si protrae fino ai nostri giorni grazie ad una continua ricerca nel mondo dell’innovazione, marketing e management.

La Philip Morris si può dire abbia costruito una delle società di maggior successo al mondo tra i produttori di sigarette con i marchi più rappresentativi del mercato.
Il loro ruolo oggi va oltre la “classica” società leader nel settore, investendo e creando prodotti senza fumo, meno nocivi rispetto alla sigaretta a cui gli stakeholders sono abituati, l’ambizione più grande sarebbe proprio quella di provare addirittura a sostituire queste ultime.

La storia della PMI

La Philip Morris International inizia la sua ascesa con la Philip Morris USA, divise poi negli anni ’50 del ventesimo secolo, impegnando così una delle due solo ed esclusivamente verso affari internazionali pur rimanendo sempre sotto l’azienda madre fino al 2008.
Gli anni Cinquanta quindi, vedono la crescita della Philip Morris International e la Philip Morris Australia che, alcuni anni dopo (precisamente nel 1954) diventa la prima filiale nel mondo fuori dagli USA con le sigarette a marca Marlboro.
Nel 1987 la PMI viene incorporata nella Philip Morris Companies Inc. creata due anni prima, e nel 2003 cambia nome in: Gruppo Altria, molto probabilmente per sopperire alle molteplici difficoltà insite nella vendita di solo tabacco, in quegli anni infatti essa possedeva anche l’ 84% della Kraft Food Inc, una delle aziende alimentari più redditizie del mondo, seconda solo alla Nestlè.
Nel 2002 dopo 47 anni la PMI decide di non rinnovare l’accordo risalente al 1955 con l’azienda filippina La Suerte Cigar and Cigarette Factory, creando poi la Philip Morris Philippines Manufacturing Inc. controllando il 90% del mercato filippino e nel maggio 2005 PMI acquista per 5 miliardi di dollari quasi il 98% della più grande compagnia di tabacco indonesiana.
Fino al 2008 l’azienda ha fatto parte del Gruppo Altria, il motivo della successiva separazione potrebbe essere riscontrato nella possibilità per PMI di raggiungere con maggior facilità i mercati emergenti, rimanendo comunque lontana da regole e costrizioni imposte dal gruppo statunitense.
Considerando che il tabacco è una delle principali cause di morte a livello globale, e causa dipendenza, le operazioni dell’azienda sono molto complicate, poiché spesso vengono contrastate e sono continuamente soggette a cause legali o restrittive avviate da governi di vari paesi per gli effetti collaterali dei prodotti che loro stessi mettono in circolazione.
La Philip Morris è stata per lungo tempo sponsor della Ferrari nel team della Formula 1, dal 2011 in poi la situazione cambia, l’accordo tra le due aziende continua, ma da questo momento con un profilo più basso e senza pubblicità troppo evidenti.
Nel 2014 Philip Morris International annuncia la chiusura dell’impianto australiano, non necessariamente da considerarsi un problema, poiché secondo le statistiche nel 2015 PMI ha già venduto oltre 850 miliardi di sigarette.

La rivoluzione che porta il nome IQOS

Sulla previsione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante le campagne contro il fumo, entro il 2025 si è stimata la presenza di oltre un miliardo di fumatori la soluzione come si può immaginare sta nello smettere di fumare, tuttavia esistono oggi anche grazie all’innovazione sempre più imponente di Philip Morris, valide alternative alla classica sigaretta.
Si sviluppano ormai prodotti che rilasciano ugualmente nicotina, ma senza il tipico fumo a cui tutti noi siamo abituati, dal 2008 infatti si sono investiti circa 6 miliardi di dollari, rivoluzionando anche i team di ricerca, assumendo oltre 400 scienziati, ingegneri e tecnici.
Da qui, la nascita di IQOS, da non considerarsi però come la classica sigaretta elettronica poiché il suo ingresso sul mercato si basa su pilastri ben saldi ossia favorire ma soprattutto velocizzare il passaggio di migliaia di fumatori ad alternative potenzialmente meno dannose.
All’interno di IQOS vengono applicate nuove tecnologie che non portano alla combustione del tabacco, bensì al riscaldamento di quest’ultimo provocando la fuoriuscita di vapore.
Il reparto Research and Development mira a sviluppare questi prodotti facendo riferimento anche all’idea di gusto, totalmente differente al classico presente nelle sigarette.
Con la tecnologia HeatControl infatti, il tabacco viene scaldato e non bruciato, evitando quindi il più possibile di rilasciare sostanze tossiche e chimiche, senza fumo e cenere.
La strategia di Marketing su cui si basa questo nuovo prodotto IQOS, sta proprio nel far notare all’ipotetico consumatore come il venditore sia in realtà vicino, se non addirittura legato alle classiche problematiche riguardanti il fumo.
Nonostante gli effetti collaterali dannosi all’organismo, si è potuto constatare negli anni che sono davvero poche le persone che smettono di fumare pensando alla salute, ecco perchè Philip Morris ed in questo caso specifico IQOS, si concentrano sul disagio, potremmo dire estetico, causato dalla classica sigaretta:

  • Odore persistente su pelle e vestiti
  • Gusto sgradevole

In questo modo l’acquirente si sente capito, compreso e sostenuto dal venditore e si va quasi a distruggere quell’ostacolo apparentemente insormontabile che si interpone tra la classica fabbrica di sigarette ed il consumatore dipendente, facendo leva anche sulla comunicazione mediatica: la pubblicità che viene proposta infatti raffigura la sigaretta elettronica in questione con un design elegante, irresistibile sotto certi aspetti, con i suoi differenti modelli, a sostegno della continua evoluzione tecnologica.

Differenza IQOS ed e-cig

La classica sigaretta elettronica, ormai conosciuta da tutti, nasce per ridurre i rischi legati alla combustione del tabacco il fumo della e-cig è in realtà costituito da semplice vapore aromatizzato.
IQOS di contro, ha un meccanismo diverso, non scalda infatti un e-liquid, bensì del tabacco vero e proprio raggiungendo una temperatura di circa 350 gradi.
Sotto questo aspetto si potrebbe dire che IQOS è molto più vicina alla sigaretta tradizionale.
Sia IQOS sia la sigaretta elettronica classica cercano di mantenere anche la gestualità tipica che è propria del fumatore, non riscontrata nei prodotti contro il fumo come i cerotti o le gomme da masticare.
Una grande differenza sta nel fatto che la sigaretta elettronica elimina il tabacco e lo sostituisce con liquidi aromatizzati che possono avere una concentrazione variabile di nicotina, mentre IQOS è dedicata a chi già può considerarsi un fumatore e non ha come primo obiettivo quello di smettere, bensì quello di continuare riducendo il più possibile i rischi che comporta l’assunzione di sostanze poco consone all’organismo.
Di fatto entrambe sono meno nocive rispetto alla sigaretta tradizionale, questo perché come si può facilmente intuire non permettono l’inalazione del fumo chimico e cancerogeno.
In realtà recenti studi hanno dimostrato che in IQOS le sostanze rilasciate possono comunque essere considerate maligne, anche se in quantità ridotte non elimina del tutto le conseguenze negative.
Nel caso specifico della sigaretta elettronica, circa 20 anni di studio hanno dimostrato che il vapore presente in quest’ultima contiene fino al 95% in meno di prodotti nocivi.
Per quanto riguarda le leggi sul fumo tech nei vari Paesi, la situazione risulta poco chiara: l’utilizzo della e-cig non è sempre vietato nei locali pubblici a meno che non venga espressamente richiesto dal titolare, per IQOS invece la normativa è più sfuggente, per via della sua recente introduzione sul mercato l’utilizzo non è ancora stato regolamentato nel dettaglio.

Emanuela Mazzocchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it Italiano
X