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Tutto quello che devi sapere su Google Stadia, il Netflix dei videogiochi

Da meno di una settimana è operativa la nuova piattaforma per il gaming in cloud, presentata da Google alla Game Developer Conference di San Francisco. In questo articolo, entriamo nel dettaglio nel futuro dei videogiochi

Non una console fisica ma un servizio per giocare in streaming che pone l’obiettivo di rivoluzionare il mercato. Da oggi è possibile videogiocare in 4K senza avere una console né un PC. Come? Grazie a Google Stadia, il nuovo progetto di Big G presentato al pubblico la scorsa primavera. Il Netflix dei videogiochi è piombato sul mercato pronto a cambiare le regole del mercato, trasformando lo schermo di qualsiasi smartphone, laptop o TV in una finestra sul mondo virtuale.

Semplicità senza precedenti

Da qualunque dispositivo. Questa è la filosofia di Stadia, che permette ai giocatori di godersi un videogame con qualunque mezzo, a patto che sia collegato a internet. PC, tablet, smartphone e smart tv: il gioco potrà essere fruito su qualsiasi schermo. Di più: mettendo in pausa il gioco su PC, sarà possibile continuare a giocare la stessa sessione sullo smartphone o sul televisore senza soluzione di continuità. Durante la presentazione, i vertici di Google, tra cui l’amministratore delegato Sundar Pichai e Phil Harrison, hanno mostrato l’integrazione della piattaforma con YouTube. Il giocatore può guardare un trailer sul sito dei video e, semplicemente cliccando su un link, in pochi secondi avere accesso al gioco stesso dal proprio dispositivo. Il tutto sfruttando la tecnologia del cloud e quindi senza installare o scaricare alcun software. A rendere possibile questo i server di Google che sono presenti in oltre duecento paesi e garantiranno una connessione affidabile con tempi di latenza e di risposta minimi (requisiti indispensabili per poter giocare).

Come funziona?

Tramite una qualsiasi connessione a Internet, i dispositivi compatibili si interfacciano con il servizio cloud gaming di Google, trasmettendo il videogioco direttamente sugli schermi di casa. Dopo aver creato un account sull’app di Stadia, è sufficiente accedere al marketplace, acquistare un prodotto, premere un pulsante e si gioca. Se smartphone, PC e laptop possono accedere al servizio sfruttando unicamente l’applicazione o il browser Chrome, per la fruizione su TV sono necessari il controller ufficiale e un Chromecast Ultra. Una volta all’interno del catalogo, muoversi è la cosa più naturale del mondo: si entra e si esce dai videogiochi in un battito di ciglia, si può cambiare dispositivo in qualsiasi momento e si può godere di una grande qualità dell’immagine.
Il punto di forza di Stadia sta nella totale assenza di requisiti tecnici: basta uno schermo, che dev’essere 4K se si vuole godere della massima risoluzione, e una connessione Internet di almeno 10 Mbps. La qualità del video si adegua costantemente alle caratteristiche della connessione, e si va da una risoluzione minima di 720p a 30 fps fino a un massimo di 4K per 60 fps, quest’ultima a patto di avere almeno 35 Mbps di download e un abbonamento Stadia Pro (tariffe di seguito).

Prezzo e prospettive per il futuro

Google Stadia è disponibile nel pacchetto Stadia Founder’s Edition a 129 euro che comprende il controller bianco, Chromecast Ultra e un abbonamento di tre mesi a Stadia Pro. Quest’ultimo, che è acquistabile anche separatamente a 9,99 euro al mese, permette di giocare fino alla risoluzione 4K, a 60fps e in HDR con suono 5.1. Una serie di giochi è inclusa gratuitamente nell’abbonamento, mentre i membri registrati possono accedere a sconti nel caso di acquisto di altri giochi. Inoltre, Stadia Pro offre l’accesso completo a Destiny 2, comprensivo dell’espansione Ombre dal Profondo, tutti i precedenti add-on e i contenuti del pass annuale, oltre ovviamente al gioco di base. Nel corso del 2020 sarà disponibile anche l’abbonamento Stadia Base, che a fronte di un prezzo inferiore consentirà di giocare fino a 1080p/60fps e suono stereo surround.
Quali sono le prospettive future di questo mondo? Sicuramente il digitale sta, pian piano, prendendo il sopravvento. La stessa concorrenza di Google ci insegna che si sta puntando nella medesima direzione: il cloud gaming; basti pensare a Microsoft con il suo Xbox Project xCloud, o a Sony con Playstation Now. Anche Apple, con Apple Arcade, ha creato una vasta libreria di titoli in abbonamento. Che si tratti di giochi, film o serie tv, è evidente come la guerra dello streaming sia appena cominciata, a fronte di un consumatore sempre più coccolato da servizi estremamente comodi e semplici da utilizzare, che strizzano l’occhio all’immediatezza e alla volatilità.

Roberto Cerino

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