Fortnite e il suo modello di business da miliardi di dollari

Non serve essere grandi esperti di videogames per capire cosa sia Fortnite. Questo colosso, targato Epic Games, ha fatturato 3 miliardi di dollari nel 2018, pur trattandosi di un free-to-play. Com’è possibile dunque che sia una macchina da soldi di questo calibro? Ecco spiegato il modello di business che c’è dietro.

Di sicuro non siamo di fronte ad un capolavoro di grafica, originalità e gameplay ma Fortnite, con i suoi colori brillanti e lo stile cartoonesco, riesce a conquistare grandi e piccini in una frenetica modalità chiamata Battle Royale in cui 100 giocatori si scontrano contemporaneamente su un grande terreno da battaglia: l’ultimo che rimane in vita vince.

Freemium: ecco cosa muove Fortnite

Epic Games ha creato un vero è proprio colosso, ma la domanda che tutti si pongono è:”come fanno a guadagnare così tanto se il gioco è gratuito?” La risposta risiede proprio nel meccanismo di freemium, lo stesso che muove anche Spotify, Dropbox, da pochissimo YouTube Premium ecc… Il funzionamento è molto semplice: inizialmente si dà la possibilità di usufruire del prodotto gratuitamente, ma si offre qualcosa in più o di diverso a chi sottoscrive un abbonamento a pagamento.

La caratteristica fondamentale di questo modello è che anzitutto non si ha la necessità di avere la totalità di consumatori paganti, ma ci si basa sull’idea che si riesca a convertire un più ristretto numero di persone (il cosiddetto conversion rate che va dal 0,3% sino al clamoroso 27% raggiunto da Spotify nel 2016).

La seconda considerazione è che anche coloro che non pagano hanno un valore. Gli utenti che giocano gratis a Fortnite fanno parte del valore del gioco banalmente perché ci sono più utenti con cui competere, ma sopratutto per un discorso di popolarità e conoscenza del titolo.

Da dove provengono i guadagni del gioco?

Fortnite mette a disposizione uno store, il cosiddetto Item Shop, dal quale sono disponibili skin dei personaggi e oggetti sbloccabili in-game come deltaplani, zaini, picconi e caratteristiche danze, ormai iconiche anche nel mondo dello sport. Tutto è immediatamente acquistabile tramite micro-transazioni.

È evidente dunque che pagare su Fortnite non crea un vantaggio competitivo, ma puramente estetico, evitando di scadere in nel cosiddetto pay-to-win, dove si paga per ottenere vantaggi sostanziali sugli altri utenti del gioco. Siamo di fronte ad un modello che fa riflettere, diverso rispetto ai normali canoni di business, ma che senza dubbio funziona. Ultima nota sul pagamento: anche Fortnite, come tutti i giochi free-to-play, ha la sua moneta virtuale, i V-Bucks. La logica è mutuata dai casinò per alleviare il dolore del pagamento e per allontanare l’utente dall’idea di star pagando con dei soldi veri.

Un gioco che cambia continuamente

Fortnite mantiene alto l’interesse dei propri giocatori diffondendo ogni settimana elementi nuovi che modificano il paesaggio del gioco. La mappa dove si muovono i giocatori è una soltanto, ma gli sviluppatori, con costanti aggiornamenti, sono attenti a far sì che sia in costante evoluzione, aggiungendo di volta in volta meteoriti che cadono, castelli di ghiaccio, oppure introducendo nuove armi; tutto questo può essere utilizzato dai giocatori gratuitamente, senza dover pagare per scaricare espansioni o pacchetti extra.

Come fa Fortnite a tenerti incollato allo schermo?

Fortnite si costituisce principalmente da un’unica modalità: Battle Royale, singolo, in squadra da due, o in quattro, in cui l’ultimo che rimane in vita vince. La stessa Activision ha dichiarato che inserirà la medesima modalità in Call Of Duty per competere al successo clamoroso di Epic Games. Questa è indubbiamente una modalità immersiva che prende dal profondo l’orgoglio di sopravvivenza.

Fortnite è il più grande esperimento sulla dipendenza da videogiochi, con l’unica differenza che gli esperti impiegati agiscono con l’unico obiettivo di tenerci incollati al loro gioco. Sotto l’ottica psicologica, il concetto chiave della gamigication è quello di incentivare un comportamento somministrando dei rinforzi positivi, un qualcosa che generi gratificazione nell’utente con conseguente rilascio di dopamina da parte del nostro organismo. Fortnite raggiunge quest’obiettivo spezzettando il gioco in tante piccole parti, equamente gratificanti. In altre parole, nel gioco, non è presente una progressione lineare, ma una di tipo infinita. Difatti, ogni 90 giorni i livelli si azzerano e il giocatore deve ricominciare da capo per via della nuova stagione (false progression). Epic Games è riuscita a trasformare il raggiungimento di un livello, non più nel fine ultimo della conclusione di un gioco, ma in un mezzo per ricevere una gratificazione istantanea che, potenzialmente, può andare avanti all’infinito.

Roberto Cerino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.