I Meme: un potente strumento di comunicazione moderna

Diventati i nuovi dipinti “olio su cloud”, i meme invadono i social networks. Il loro essere apparentemente semplici, cela, in realtà, un grande potere comunicativo che può essere utilizzato dalle aziende per rendere più efficaci le loro strategie di marketing.

Un meme come un quadro
1889: tratteggiando un’ultima linea, Vincent van Gogh completa il suo quadro Notte Stellata. 2019: Marco ha appena caricato su Facebook il suo primo meme, e spera che diventi virale. Pensate che le due scene non c’entrino nulla l’una con l’altra? La situazione è la stessa, ciò che cambia è l’intervallo di tempo. Le opere d’arte come i meme sono la massima espressione del bisogno di connessione. Condividere è uno degli istinti primordiali dell’essere umano, originato dal bisogno di sentirsi riconosciuti dagli altri e sentirsi apprezzati. Di facile comprensione e uso, i meme incarnano uno dei tanti strumenti per portare a termine questo istinto. Sono amati dagli adolescenti, ma anche dai ragazzi più grandi, come gli universitari. Il loro design è minimale: sono composti da un’immagine e da un breve commento. Almeno una volta, dubbiosi circa il loro scarso contenuto comunicativo, vi siete chiesti il perché del loro successo. Semplicemente perché il target che li condivide è molto vasto e aumenta la loro diffusione attraverso le condivisioni. Inoltre, non è richiesto nessuno sforzo logico per comprenderli. Il termine è apparentemente recente. In realtà, il termine è riconducibile, che ci crediate o no, al greco antico e significa “ciò che è imitato”. Grazie alla brillante idea di Richard Dawkins, dal 1976 la parola meme è sinonimo di viralità. Sono contagiosi, come un raffreddore.
Il ruolo dei meme all’interno delle strategie del social media marketing

I meme costituiscono un’infinitesima parte del mondo del social media marketing. Le aziende ricorrono alle tecniche del social media marketing per creare un dialogo con gli utenti e i consumatori, in modo tale da instaurare un rapporto diretto con loro. In termini tecnici, le società perseguono il mantenimento della cosiddetta affinità, una relazione 1:1 che avvicina utente e destinatario. Grazie a questa tecnica, viene abbandonato l’approccio top-down tra società e acquirenti, ora entrambi posti sullo stesso livello comunicativo. L’effetto che ne deriva è un cambiamento nella percezione del consumatore nei confronti dell’azienda, prima vista come inarrivabile. Essa diventa così user-friendly. Chiunque, utilizzando una delle tante piattaforme social, può mettersi in contatto con il personale per avanzare qualsiasi tipo di richiesta e curiosità.

Meme marketing

I meme sono strettamente collegati alle strategie aziendali. Espressione delle tendenze nell’opinione pubblica, sono presto diventati una scorciatoia utile alle imprese per indagare le aspettative dei potenziali consumatori.

Il mondo virtuale è pieno di informazioni che distraggono il consumatore ogni dieci secondi. Con questi presupposti diventa quasi impossibile attirare l’attenzione ricorrendo all’uso delle parole. Un meme possiede un elevato impatto visivo grazie ai suoi due punti di forza: immagini e frasi provocatorie. Il meme marketing non è uno scherzo, esiste davvero. Per prima cosa, si dovrebbe individuare un target adeguato, capace di cogliere l’ironia che si cela dietro un meme. Attenzione anche alla scelta dell’argomento da pubblicizzare. È preferibile considerare temi leggeri, per allontanare possibili critiche. Ad esempio, la Federal College Financial Aid propose un meme per il delicato dibattito sull’indigenza. Subito arrivò un’enorme mole di accuse, che costrinsero l’associazione a porgere ufficialmente le proprie scuse.

Martina Bovetta

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