Influencer Marketing: come cambierà la vita della tua azienda

Influencer, se non ne hai mai sentito parlare allora è il momento di scoprire la comunicazione online, di come questa sia fondamentale per la tua azienda, per capire i personaggi del web e come questi possano portare il tuo messaggio ad una platea numerosa di persone

 

(Chiara Ferragni, InTime)

Oggi più che mai, le aziende dovrebbero sapere che il loro successo dipende dalla capacità di creare e mantenere relazioni con i consumatori basate sulla fiducia, gli influencer si sono sempre dimostrati un efficace strumento di comunicazione fin dall’arrivo dei social media che, possono contare sull’autorevolezza riconosciutagli in una determinata area dai propri gruppi di riferimento e sulla capacità di poter comunicare con loro in maniera efficace. Vediamo quindi perché sono un ottimo canale comunicativo e come possono essere sfruttati al meglio per raggiungere la clientela.

Il lavoro dell’influencer

Gli influencer, coloro che influenzano, sono utenti dei social network come ad esempio Instagram che coinvolgono il loro pubblico (follower) attraverso la pubblicazione costante nel tempo di contenuti, che spaziano dalla fotografia, ai video e infine alle storie, hanno un grande potere di trasformazione: facendosi rappresentanti del nostro messaggio, nel modo in cui hanno abituato la loro utenza, possono trasformare un determinato contenuto in una operazione di marketing vera e propria, come ad esempio con un tasso di conversione al nostro prodotto o servizio dello 0,9% essere utilissimi in termini di fatturato, definito come il rapporto tra il numero di persone che diventano fruitori del nostro prodotto/servizio e il numero totale che ne prende visione. Possiamo quindi utilizzare la loro influenza in termini di popolarità e in termini di interazioni giornaliere sui profili social a nostro vantaggio, la fiducia di quella utenza specifica nell’influencer possiamo indicarla come la sua credibilità.

Non sempre da grandi numeri corrisponde fiducia: personaggi con numeri ridotti, micro-influencer, ma con grande credibilità possono non solo avere tassi di conversione più alti dei macro-influencer ma anche portare il messaggio a determinate nicchie ed elevarlo a parola di una persona fidata che tende ad essere considerata migliore dall’utente rispetto alla classica pubblicità. Come possono essere utili per lanciare la propria azienda?

Per le aziende può tradursi nell’opportunità di raccontarsi in modo autentico attraverso la narrazione di persone reali e autorevoli, così da avere una comunicazione efficace con i potenziali consumatori nei momenti migliori. L’influencer marketing o marketing d’influenza rappresenta una grande opportunità per raggiungere i segmenti di mercato voluti e creare relazioni durevoli nel tempo. Bisognerebbe scegliere gli influencer considerando il raggiungimento degli obiettivi di medio/lungo periodo e di come questi possano essere parte della strategia di marketing aziendale. E’ importante distinguere le due principali tipologie di influencer: micro-influencer e macro-influencer, poiché gli influencer migliori non sono necessariamente quelli con il maggior numero di follower.

(Influencer, Econsulancy)

Macro e Micro influencer

A tal proposito è bene ricordare la differenza tra popolarità e influenza, la popolarità definitasi come la notorietà collettiva posseduta, non si traduce sempre in efficacia in termini di trasformazione del pubblico in clientela, l’influenza invece, intesa come la capacità di modificare o determinare l’opinione di un certo target a proposito della nostra azienda, del prodotto offerto o del nostro servizio è il requisito fondamentale da ricercare in un influencer.

Detto ciò investire su influencer con grandi numeri di interazioni positive sui profili social, per intenderci meglio, la Ferragni, permette si un pubblico decisamente maggiore, ma questo sarà estremamente variegato e difficilmente trasformabile in profitto. Da questo punto di vista i micro-influencer che hanno dai 3.000 ai 100.000 follower, vengono sempre più spesso scelti dalle imprese perché riescono a garantire interazioni di qualità con nicchie di mercato e  l’interazione che hanno con le persone è di gran lunga più vicina e reale. La differenza la possiamo scovare anche in termini di costi, un macro-influencer costa di più e non sempre, non per tutti i prodotti equivale ad un maggiore introito. Tuttavia è bene indagare a fondo a proposito della storia e della relativa capacità di un influencer prima di ingaggiarlo o peggio ancora mandando mail a tappeto senza cogliere le peculiarità dei singoli e senza nemmeno cercare di instaurare rapporti di lunga durata e di valore per il cliente, molti profili acquistano i follower da aziende terze del tutto separate dalle piattaforme social che attraverso l’utilizzo di bot, programmi che aprono numerosi profili simultaneamente, in automatico aggiungono seguito all’acquirente, aumentando così notevolmente il numero di possibili interazioni seppur queste non ci saranno.

La nuova comunicazione ha cambiato il modo di interazione con il cliente e per questo va studiata per il singolo rappresentante, rivolgersi ad un comunicatore non tanto per dirgli cosa fare ma per farsi dire cosa fare e come farlo nel modo giusto.

(Luis Sal, noto creator)

Un mercato in continua crescita

L’influencer marketing si sta sviluppando sempre di più anche in Italia: secondo una ricerca condotta da Publics Media, nel bel Paese il giro di affari nel 2018 ha toccato i 180 milioni di euro, pari al 7% della spesa totale in pubblicità online. Una crescita si è registrata nel 2018 e nel 2019  del 34% e un fatturato di 241 milioni di euro. Gli attori di questo mercato non sono i testimonial del piccolo schermo o le celebrity, gli influencer  sono figure di fiducia all’interno di una comunità e hanno un seguito fedele. L’influencer giusto per il giusto prodotto, un matrimonio sbagliato può costare molto all’azienda e trovare l’influencer giusto per la propria campagna è parte del lavoro.

(Volo con gli invitati al matrimonio The Ferragnez, la più grande operazione di influencer marketing in Italia)

Il peso di questo mercato ha assunto dimensioni talmente consistenti che negli Stati Uniti la Federal Trade Commission, autorità indipendente per la tutela dei consumatori, ha emanato un regolamento per disciplinarlo. Il consumatore deve essere in grado di capire che fra l’influencer e la società sponsor c’è un vero e proprio accordo commerciale e che l’influencer è stato pagato per pubblicizzare il prodotto. Questo è permesso ad esempio dalla dicitura “sponsorizzata” nei post e “#ad” nelle storie di Instagram, il che fa sorgere un paradosso: sui social network gli utenti che hanno collaborazioni con aziende sono costretti a farlo presente e renderlo ben visibile, al contrario nella cinematografia odierna dove vi sono inserzioni e sponsorizzazioni, le case produttrici mettono il nome di queste nei titoli di coda, ciò non ha lo stesso significato di una scritta ben visibile sopra ogni sponsorizzazione e non è esattamente corretto per i portatori di contenuti, per gli influencer che sono costretti ad alterare il loro contenuto con scritte e ad adottare una trasparenza totale a tutela del consumatore.

L’influencer marketing è una buona risorsa se si ha una visione di lungo periodo attraverso la creazione di contenuti interessanti,utili e anche perché no, didattici, solo così si creerà valore per il consumatore e per la propria azienda.

Oscar Crotti

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