Perché tutti continuano ad amare Apple anche dopo la presentazione di un Mac da 50mila euro

Da poco trascorsa la World Wide Developer Conference a San Jose, in California, l’azienda di Cupertino sfoggia in primis il nuovo sistema operativo, iOS 13, e tutta una serie di importanti novità lato hardware. Una fra tutte: il nuovissimo Mac Pro, una macchina estremamente potente quanto costosa che parte da un minimo di 6mila euro, sino ad arrivare alla versione più potente a ben 50mila euro.

L’azienda della mela in campo tecnico si è davvero superata, ma ciò comunque non ha placato le critiche insorte contro il suo operato. Nonostante questo, Apple mantiene una soddisfazione della clientela pari al 98% della community, numeri davvero fuori di testa, per non parlare del fatturato del 2018, che è arrivato ad ammontare a ben 3 triliardi di dollari, premio di una fidelizzazione e una comunicazione davvero eccellente.

Il primo Mac a forma di grattugia

Il titolo è volutamente provocatorio. In molti, troppi, non hanno colto il lato tecnico e pratico di questo particolare design. L’obiettivo per Apple era quello di creare un case che fosse il più piccolo possibile ma che avesse anche una gestione ottimale delle temperature. La soluzione adottata è stata dunque forare l’alluminio creando delle aperture rotonde presenti sia davanti che dietro la scocca. Ciascuna di queste piccole feritoie ha la funzione di creare un piccolo effetto Venturi o paradosso idrodinamico grazie ai tre fori che le compongono. Siamo dunque di fronte ad un enorme dissipatore che, grazie a tre grandi ventole poste sul davanti, trasporta l’aria fino ai dissipatori passivi, montati su CPU e GPU.

Apple non te la puoi permettere

Siamo nel settore tecnologia per professionisti, questo Mac Pro in particolare non è una macchina nata per stare in uno studio dentistico. Questo pc consente di lavorare con effetti grafici incredibili, non per nulla Apple l’ha presentato in combinazione con un monitor 32″ con risoluzione 6K con prezzo fissato a 5mila euro. Avrete dunque capito che questi prodotti non sono per tutti. Come da titolo, se il prezzo ti spaventa, è perché non te lo puoi permettere, com’è giusto che sia. In definitiva: ha senso pretendere questo prezzo da prodotti così specifici? La verità è che il pubblico al quale è rivolta questa macchina 50mila euro in meno dal portafogli non li sente. Chiaramente il discorso prezzi cambia se si parla di prodotti di consumo e iPhone in generale.

Come mai le persone impazziscono tanto per Apple?

Stiamo parlando di un’azienda che aveva solo il 14,5% del mercato nel 2016 ma si portava a casa ben il 79% del fatturato complessivo. Come hanno fatto a far sì che i propri clienti siano estremamente affezionati al marchio della mela difendendone i valori di marca con le unghie e con i denti? Un attaccamento quasi religioso quello del cliente nei confronti dell’azienda di Cupertino. La motivazione che darebbe un Apple-fan è quella di far riferimento ad un prodotto tecnologicamente migliore. A prescindere che questo discorso sia veritiero oppure no, un ragazzino con un iPhone sarebbe in grado di comprendere tutte le specifiche tecniche comparative rispetto ad un prodotto Android concorrente? A meno che non sia il nipote di Kevin Mitnick, la risposta è ovviamente no. Il ragazzino compra quel prodotto perché fa appello ad un qualcosa che va oltre. L’iPhone in sé riesce a conferire una sorta di aura attrattiva, assolutamente veritiera per l’acquirente.

The Four di Scott Galloway suggerisce un’altra spiegazione su come abbia fatto Apple a diventare questa sorta di divinità. Il motivo è che l’azienda di Cupertino non è più un complesso sotto il punto di vista tecnologico ma del lusso. Tra le dimostrazioni abbiamo il lancio di Apple Watch nel 2015. L’azienda della mela non ha preso la prima pagina di Pc Magazine o Wired, ma quella di Vogue. È il fascino del lusso che spiega il motivo per cui si paga un prezzo così superiore rispetto alle alternative che propone il mercato. Come ha fatto Apple a diventare un prodotto di lusso? Innanzitutto c’era Steve Jobs, che è stato un’icona. La sua morte prematura ha consacrato intorno ad Apple un’aura sacra. La seconda caratteristica è che, rispetto a tutti gli altri tech competitors, Apple ha 492 negozi in giro per il mondo, unendo digitale con analogico. Gli Apple Store sono costruiti in maniera maniacale, quasi come dei veri e propri templi. Il mercato a cui si riferiscono è quello di gente più o meno benestante, uguale in tutto il mondo, e la caratteristica universale dei prodotti Apple si identifica nella cura del design, quasi artigianale. Anche se la produzione è in larga scala, il feeling è quello di possedere un prodotto fatto a mano, estremamente attrattivo. La filosofia che c’è dietro è estremamente intelligente. Un prodotto attraente è un qualcosa che ti sembra funzioni meglio.

Roberto Cerino

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