Le imprese sbarcano sui social: una nuova era per l’immagine aziendale

L’avvento della digitalizzazione ha modificato in maniera radicale il modo in cui le aziende vengono percepite dai clienti, assottigliando sempre di più le barriere della comunicazione.

Con l’aumento costante ed esponenziale del numero di utenti, della mole di contenuti condivisi e del tempo trascorso con gli occhi fissi sugli schermi degli ormai capillarmente diffusi smartphone e tablet, l’assenza della propria impresa nel mondo della rete costituisce una mancanza imperdonabile e un’opportunità sprecata, e i manager lo sanno: il 99% delle aziende italiane è presente su Facebook (che si conferma il più usato per motivi di business) seguito da Instagram (77%), Twitter e LinkedIn, entrambi al 63%.
Al giorno d’oggi infatti, i social network rappresentano per l’azienda un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per poter attuare una strategia di marketing efficace. Non sono più soltanto un luogo di condivisione per gli utenti ma, grazie alla possibilità di raggiungere in maniera nuova e coinvolgente un pubblico estremamente vasto, sono diventati anche un’importante piazza per le società.

I VANTAGGI DI ESSERE SOCIAL

Il primo obiettivo perseguito dalle imprese che decidono di avventurarsi nel mondo dei social network consiste nella costruzione della cosiddetta brand awareness, ossia la conoscenza e la consapevolezza del marchio da parte del pubblico, e riguarda non solo la diffusione quantitativa ma anche la capacità di trasferire valori e di essere ricordati dai possibili clienti. La rete si dimostra sempre più adatta a questo scopo, considerando l’ingente numero di persone che oggi dichiara di usare questo tipo di app come uno dei propri principali canali di informazione.
Allo stesso tempo, la forte presenza sui social permette di lavorare su un altro punto focale per le aziende di ogni settore: la brand reputation, poiché anche se, come si dice, “non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, di certo una buona considerazione da parte del pubblico può fare la differenza tra un prodotto che vende e uno che stenta a muoversi dagli scaffali. Non stupisce dunque che la reputazione aziendale sia indicata dall’83% delle società italiane come uno dei motivi principali del proprio sbarco sui social.
Ulteriore vantaggio offerto dai nuovi media è dato dalla possibilità di interagire con la community ottenendo feedback dai clienti, monitorando l’andamento dell’opinione pubblica sui propri prodotti e quelli della concorrenza ed eventualmente implementando programmi di social selling, in modo tale da poter ampliare il volume delle vendite andando oltre il proprio store fisico.

MA LA GIUNGLA DELLA RETE NASCONDE ANCHE DELLE INSIDIE

Philip Kotler, padre del marketing moderno, una volta disse: “Non dovresti mai andare in battaglia prima di aver vinto la guerra sulla carta”. Seppur lo spirito d’iniziativa sia spesso premiato in un mondo in continuo cambiamento che richiede sempre maggiore versatilità, sono innumerevoli i marchi che sono entrati in prima linea sui social media senza una strategia chiara e che hanno finito per pentirsene. Solo la definizione di una strategia permette infatti di mantenere un’immagine coerente, non farsi trovare impreparati in caso di imprevisti e ottenere dati misurabili per comprendere le performance dell’attività social. L’errore più grande e più comune, causa di tutti gli errori successivi, è affidarne la gestione a persone prive delle competenze necessarie: è fondamentale rivolgersi ad un soggetto qualificato (possibilmente professionista) per parlare a nome dell’azienda su internet e gestire le pubblicazioni sulla base di un piano editoriale solido, resistendo alla tentazione di delegare amici o parenti in un’ottica volta esclusivamente al risparmio. Chi vuole ottenere dei profitti tramite l’uso dei social network deve essere pronto a sostenere dei costi, in termini di tempo, consulenza e magari anche per la sponsorizzazione: in fin dei conti, non esistono attività che permettano di ottenere dei ricavi a fronte di un investimento nullo.
Un’altra pecca in cui spesso si incorre è quella dell’eccesso di autoreferenzialità, che porta molte aziende a costruire ogni post come puro e semplice veicolo di propaganda per il proprio prodotto o servizio, senza preoccuparsi di tenere viva l’attenzione della propria fanbase e senza relazionarsi con essa. Approfittare della bidirezionalità tipica di questo canale di comunicazione risulta infatti cruciale, persino per quanto riguarda i commenti negativi degli onnipresenti haters: se ben gestiti possono rivelarsi un’enorme opportunità per far cambiare idea al cliente insoddisfatto, dimostrare la propria preparazione in materia, far nascere una conversazione costruttiva e far bella figura nei confronti degli altri utenti.

MAI FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO: OGNI PIATTAFORMA HA I SUOI VANTAGGI

Tutti i social network che affollano il web hanno delle proprie caratteristiche distintive e permettono di raggiungere scopi differenti. È dunque fondamentale scegliere quello giusto sulla base dei propri obiettivi di business se si vogliono ottenere risultati positivi in tempi ragionevoli.
Se l’intento principale è quello di interagire con le persone creando un rapporto diretto con il pubblico, Twitter si presenta come l’opzione più sensata: grazie alla sua propensione verso la comunicazione rapida, l’uccellino blu permette infatti di gestire e coltivare relazioni con nuovi potenziali clienti, oltre che intercettare le loro esigenze individuando gli hashtag che vengono utilizzati per parlare del brand o dei prodotti offerti.
Impossibile poi non menzionare il precursore di questa nuova era della comunicazione e della connettività: Facebook detiene ancora oggi la più grande community del settore (con più di due miliardi di utenti attivi) e per questo non stupisce che costituisca un passaggio obbligato per tutte le aziende che abbiano l’ambizione di cimentarsi digital marketing, considerata anche la possibilità di creare campagne pubblicitarie che siano in linea con gli interessi e le passioni dei propri seguaci.
Instagram invece, acquistato per un miliardo di dollari proprio da Facebook Inc. nel 2012, si rivela particolarmente vantaggioso nel caso in cui ci si voglia affidare a delle sponsorizzazioni, tramite le quali si cerca sfruttare la visibilità di profili già affermati (i sempre più citati influencer) per portare il proprio prodotto o servizio all’attenzione di gruppi target ben definiti.
Per quanto riguarda il mondo del B2B infine, la piattaforma più indicata è senza dubbio LinkedIn, network aziendale per eccellenza grazie al quale è possibile mantenere aggiornate le altre imprese sulla propria attività utilizzando un linguaggio sobrio e professionale.

Claudio Melasi

1 commento su “Le imprese sbarcano sui social: una nuova era per l’immagine aziendale”

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