Il successo del Visual Content Marketing: usare Pinterest come strumento di vendita

L’innegabile potere dei contenuti visuali ha permesso a social network come Instagram, Facebook e Snapchat di imporsi come importanti strumenti di marketing: tra i social di rilievo, anche Pinterest può rivelarsi una preziosa risorsa per le aziende.

Fondato nel 2010, Pinterest è una piattaforma basata sulla condivisione di fotografie, video e immagini, disponibile anche su smartphone. Permette al fruitore del sito di raccogliere elementi virtuali di proprio gradimento e collezionarli all’interno di cartelle tematiche suddivisibili per argomenti, tra cui moda, cucina, bellezza, arredamento…
Una volta effettuata la registrazione su Pinterest, è possibile esplorare tutte le categorie proposte e Pinnare,  ovvero appuntare virtualmente, tutte le immagini che si desidera salvare, categorizzandole sotto una lavagna virtuale a tema, chiamata Bacheca. In genere, l’utente è in cerca di idee e ispirazione e salva ciò che trova di interessante per averlo a disposizione in un secondo momento: spesso ciò che viene salvato viene poi acquistato, ed è per questo motivo che, per un’azienda, vale la pena investire in una strategia di visual content marketing sulla piattaforma.

Perchè inserire Pinterest nella propria strategia di marketing

Fondamentalmente si tratta di un motore di ricerca e allo stesso tempo di uno strumento per collezionare i risultati delle nostre ricerche, con un focus particolare sull’aspetto visivo dei prodotti offerti, perché ciò che viene salvato, è catalogato sotto forma di immagine accompagnata da una descrizione. Se, da una parte, non risulta essere un social rivoluzionario in quanto simile a Google Immagini, dall’altra si offre invece come strumento di utile promozione del proprio prodotto. Soltanto in Italia, sono più di 5 milioni gli iscritti alla piattaforma, e, se in un primo momento il pubblico era prettamente femminile, ad oggi la componente maschile che fa uso di Pinterest ammonta a più del 40%. Oltre ai numeri, che testimoniano il successo ancora crescente della piattaforma, il motivo che distingue Pinterest dagli altri social, è che gli utenti lo usano come motore di ricerca con l’intento specifico di lasciarsi ispirare e trovare prodotti e servizi da acquistare: proprio per questo anche la pubblicità è accolta bene dalle persone. In più, la vita media di un pin, che dura dai 3 ai 4 mesi, è molto più lunga di quella di un post su Facebook o Instagram, di sole 8 ore. Ciò permette di aumentare il referral traffic: i pin di qualità che vengono apprezzati e condivisi garantiscono un ottimo flusso di traffico verso il proprio sito per un lungo periodo e aumentare le possibilità di vendita. Il tasso di condivisione può essere molto alto perchè un utente salva un elemento per ritrovarlo in un secondo momento: aggiungerlo ad una board pubblica significa condividerlo con gli altri utenti.

Ottenere visibilità su Pinterest

Per un’azienda che intende guadagnare un maggior pubblico, il primo passo per farsi scoprire dai potenziali clienti è ottimizzare un account e delle buone strategie editoriali. Innanzitutto, una volta effettuato il login sul sito di Pinterest, compare l’homefeed, ovvero il flusso di contenuti della homepage. Nella barra in alto è possibile inserire i termini di ricerca e trovare ciò che interessa l’utente.

I contenuti più in vista sono gli elementi, i pin, che Pinterest sceglie di mostrare a seconda della loro rilevanza per il fruitore dell’app: questi non vengono più presentati in semplice ordine cronologico, come succedeva fino al 2014. In quell’anno, è stato introdotto lo Smart Feed, un algoritmo in continuo aggiornamento che adatta i contenuti online alle abitudini di uso del social. Questo algoritmo valuta i pin e dà loro un punteggio in base:

  • alla qualità del sito da cui provengono e a quella del pin;
  • alla qualità dell’utente che ha condiviso il pin;
  • alla topical relevance, ovvero quanto un pin è rilevante rispetto all’argomento e al contesto.

Affinchè i pin di un’azienda risultino visibili, dunque, oltre alla condivisione di contenuti di qualità, sono di fondamentale importanza anche le keyword. Dopo aver aperto un account aziendale è possibile selezionare le parole chiave da usare, pensando a come gli utenti cercherebbero gli argomenti inerenti al business dell’azienda in questione. A questo punto, occorre inserire le keyword nell’username, dal momento che Pinterest mostra, oltre ai pin, anche i profili tra i risultati di ricerca, e persino nella descrizione della propria attività.

Strategie per aumentare il coinvolgimento su Pinterest

Una volta ottimizzato il profilo occorre condividere pin interessanti. Per un’azienda, può essere utile dare un’occhiata a come agiscono i competitor e gli utenti ideali. Si possono creare delle bacheche specifiche, non per forza incentrate sugli oggetti da promuovere: nel caso in cui il prodotto da vendere sia un trapano, conviene collezionare tutorial di fai da te in cui si usa lo strumento.
Il numero massimo di bacheche concesse, che non dovrebbero mai presentarsi come semi vuote, ma con almeno 20 pin all’interno, è 500. È possibile sperimentare con le bacheche di gruppo: Pinterest permette di creare bacheche a cui aggiungere altri utenti come collaboratori, e anche loro potranno aggiungere dei pin alla bacheca. A tal proposito, alle volte quella di collaborare con altri store può rivelarsi una mossa di marketing strategica: un venditore di vino e uno di bicchieri possono creare una bacheca con i giusti accoppiamenti tra calice e bevanda.

Come per ogni azione di marketing, anche il lavoro su Pinterest deve essere monitorato, per capire se sta conducendo a dei risultati concreti, se vale la pena portarlo avanti e per comprendere cosa può essere migliorato. È importante verificare se i dati sono in crescita e individuare quali pin o prodotti del blog funzionano di più.
Per farlo, è Pinterest stesso che fornisce la piattaforma di Analytics come strumento di monitoraggio.

Attraverso i dati analitici di Pinterest sarà possibile avere informazioni sulla performance del profilo e dei pin, sui contenuti salvati dal proprio sito e sul traffico che i pin hanno portato al sito. Dopo aver individuato i pin di maggior successo e i prodotti con le migliori performance, sarà più semplice adattare la strategia di marketing alle necessità aziendali.  

Eleonora Taddei

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it Italiano
X