Tesla: tra la genialità di Elon e gli 0 $ di marketing budget

Tesla da un po’ di anni è entrata a gamba tesa nel mercato delle automobili, presentando la sua innovativa idea di sostenibilità con le auto completamente elettriche. Partendo dagli Stati Uniti pian piano si è espansa raggiungendo ogni continente, con strategie geniali da ogni punto di vista.

Quel pazzo furioso di Elon Mask, che tra una ricerca per portare Tesla su Marte e il Soundcloud Lo-Fi Rap degno del miglior Lil Pump, trova anche il tempo per essere un genio di marketing. In un settore difficile come quello delle auto, in cui il fattore elettrico è si un vantaggio competitivo se si parla di sostenibilità, ma un enorme svantaggio rispetto ai competitors tradizionali, come Ford, BMW, Mercedes, Volkswagen e simili, nonostante anche loro hanno iniziato una fase di cambiamento spostandosi su una maggiore sostenibilità, ibrida o elettrica che sia. Quindi, come fa Tesla con un apparente marketing budget di ben 0 $, a vendere le sue auto a più di 100’000 $?

L’assenza di fisicità

Tradizionalmente, quando si vuole acquistare un’auto, si va in concessionaria. Questo implica il confronto con il concessionario che cercherà di guadagnare una commissione più alta possibile sul vostro acquisto. E non c’è nulla di male, è il suo lavoro d’altra parte. Quindi si contratterà circa il prezzo parlando di numeri, e delle caratteristiche complessive cercando di arrivare ad un accordo consenziente. Magari si chiederà sicuramente di provare l’auto, per capire la guidabilità, la reattività, le prestazioni. Capire se quell’auto può essere l’estensione della propria persona. Ma questa situazione non è il caso di Tesla. Sembrerebbe quasi che Tesla non voglia venderti nulla. Ma perchè tutto cio?

  • Tesla non ha nessuna concessionaria, ma solo store espositivi. Quindi niente rivenditori nè contrattazioni.
  • Si sceglie e si ordina l’auto online, senza nemmeno vedere l’auto reale.
  • Probabilmente si dovrà aspettare qualche settimana prima di mettere le mani sulla propria Tesla.

Tutte queste cose si sommano per costruire un senso di esclusività che penetra la mente del cliente. Possedere una Tesla ti dà una sensazione alla quale non puoi dare un prezzo. E’ vero che non spende nulla in marketing, ma allo stesso tempo è riuscita a costruirsi una customer base forte e solida tramite la più vecchia marketing strategy di sempre, ed anche la più affidabile: word of mouth, ovvero il passaparola. Trasmettendo agli altri l’esperienza eccezionale, non è una sorpresa che le persone si fidino più di amici e familiari rispetto a quanto potrebbero mai fidarsi della campagna promozionale del marchio stesso.

Massiccio utilizzo di Content Marketing

Qualsiasi brand ha bisogno di avere una vision chiara e precisa. Questa non serve solo a dare una linea guida futura all’organizzazione da seguire, ma se utilizzato strategicamente, può aiutare notevolmente il rendimento del marketing. E Tesla a vision statements non è proprio banale:

“Creare l’azienda automobilistica più convincente e affascinante del XXI secolo, guidando la transizione del mondo ai veicoli elettrici.”

Naturalmente, una normale azienda non può pensare di eguagliare quel livello di ambizione nella propria vision, ma può comunque emulare la strategia di Tesla di creare una customer base solida tramite vision statements. Le aziende che credono nel proprio prodotto, riponendo sempre totale fiducia nell’operato, saranno quelle che si affermeranno. Quelle con una visione chiara, che colpisce direttamente il pubblico di destinazione, dovrebbero riuscire ad incorporare quel messaggio in modo ponderato e metodico all’interno delle proprie strategie di marketing. Tutto questo le aiuterà a distinguersi non solo per il prodotto o servizio, ma anche per quello in cui crede veramente. Questi passaggi sono essenziali per attirare un cliente, che una volta entrato in contatto con il prodotto sarà sempre più fidelizzato, andando a sostenere una customer base leale e solida.

Metterci la faccia

Sembrerà una cosa scontata e non così “rilevante” a livello economico, ma se Tesla è la realtà affermata e super innovativa qual è adesso, parte del merito va anche all’attività social del suo CEO Elon Musk.

La maggior parte dei CEO sono piuttosto riluttanti quando si tratta di social media. E questo, chiariamo, è comprensibile. Devono stare molto attenti a quello che postano, poichè sono il volto dell’azienda: un post sbagliato può danneggiare la reputazione del brand.

Ma non Elon Musk.

Infatti, si può dire – anche se è un azzardo – che la sua popolarità sui social abbia portato Tesla al successo più di qualsiasi dollaro speso (o non speso, nel loro caso) per il marketing e l’advertising. È più di un semplice influencer. E’ sempre aperto, diretto e presente con i propri followers, che non sono proprio pochi visto che si parla di 29 mln. E non c’è modo di fermarlo. Parla spesso di quello che ha in mente, a differenza di altri CEO che utilizzano i social media solo istituzionalmente annoiando i seguaci. Cosa si può imparare da Elon? Brandizzati. Approccia un po’ più personalmente, interagisci liberamente con il tuo pubblico: ciò potrebbe essere tutto il marketing di cui avrai mai bisogno. Ovviamnete con le dovute proporzioni e le cognizioni di causa: il CEO della tua azienda non sarà mai influente come Musk, ma comunque questo processo frutterà alla tua organizzazione. Quindi, è una buona idea lasciare che il team marketing elabori una seria strategia sui social media.

E come dice il buon Elon: “La mia organizzazione spende 0 $ in advertising e marketing, perchè la nostra storia ci fa già pubblicità!”

Maurizio Fazzini

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