Whatsapp: l’analisi incrociata che ha portato Zuckerberg a comprare l’app di messaggistica verde

Whatsapp nasce come una realtà totalmente innovativa nella sua semplicità: i tratti salienti del “Niente pubblicità, niente giochi, niente trucchi” costituiscono un’impresa che Zuckemberg comprerà per ben 19 miliardi di dollari. Whatsapp è l’idea giusta al momento giusto: proprio quando Apple aveva introdotto le notifiche push, Whatsapp appare con l’instant messaging che rivoluziona il mondo tecnologico. Arrivano infatti diversi finanziamenti per la realizzazione di Whatsapp, di cui si riconosce immediatamente il valore, partendo da Yahoo e accumulando in tre round ben 58 milioni di dollari.

La contorta e strabiliante idea del genio di harvard


Appare evidente che la strategia attuata da Zuckerberg sia volta ad eliminare un competitor di Messanger, piattaforma simile lanciata da Facebook, andando contemporaneamente a rafforzare il “monopolio blu”. Appare, però, importante chiedersi come, tra le varie proprietà del magnate americano, Whatsapp costituisca una fonte di guadagno. Infatti, sia Facebook che Instagram, consentono le inserzioni pubblicitarie che costituiscono, nel breve periodo i maggiori ricavi economici delle medesime piattaforme. Whatsapp invece, privo di pubblicità, è stato più volte annoverato da Zuckerberg tra gli investimenti “a lungo, lunghissimo termine”. Se Zuckerberg abbia in programma una vera e propria monetizzazione della piattaforma, come ha più volte lasciato enigmaticamente intendere nelle sue interviste, non è chiaro. Nonostante ciò, l’acquisto per 19 miliardi di dollari (pagati anche tramite le azioni di Facebook) è stato spesso considerato come uno dei più brillanti investimenti del miliardario 36enne.

L’unicità del prospetto reddituale


Appare evidente che la strategia attuata da Zuckerberg sia volta ad eliminare un competitor di Messanger, piattaforma simile lanciata da Facebook, andando contemporaneamente a rafforzare il “monopolio blu”. Appare, però, importante chiedersi come, tra le varie proprietà del magnate americano, Whatsapp costituisca una fonte di guadagno. Infatti, sia Facebook che Instagram, consentono le inserzioni pubblicitarie che costituiscono, nel breve periodo i maggiori ricavi economici delle medesime piattaforme. Whatsapp invece, privo di pubblicità, è stato più volte annoverato da Zuckerberg tra gli investimenti “a lungo, lunghissimo termine”. Se Zuckerberg abbia in programma una vera e propria monetizzazione della piattaforma, come ha più volte lasciato enigmaticamente intendere nelle sue interviste, non è chiaro. Nonostante ciò, l’acquisto per 19 miliardi di dollari (pagati anche tramite le azioni di Facebook) è stato spesso considerato come uno dei più brillanti investimenti del miliardario 36enne.

La ragione: Il valore dei dati in un’analisi congiunta.


I motivi che hanno spinto Zuckerberg a portare a termine l’acquisto non si limitano all’eliminazione di un competitor dalla scena della Silicon Valley: Whatsapp appare come una bolla in continua espansione con un ritmo di crescita di un milione di utenti al giorno. Nonostante ciò, se si adotta un’ottica propriamente economica il social ideato da Jan Koum e Brian Acton, appare evidente la sua assoluta improduttività in termini economici. Molti, tuttavia, affermano che la ragione dell’acquisto non sia da ritrovare in una tale ottica, ma anche e soprattuto tenendo conto del prestigio di Zuckerberg.
Il fondatore di Facebook è, infatti, spesso apparso come un individuo bramoso di possedere tutto ciò che abbia a che fare con le nuove comunicazioni. Un altro tema importante da analizzare in questo contesto concerne il mondo dei dati. Sebbene Whatsapp abbia da poco introdotto un sistema di crittografia end-to-end che tutela la privacy degli utenti, i dati ricavabili dai momenti di maggiore attività e dalla reattività nella risposta assumono una rilevante importanza per comprendere al meglio le abitudini degli utenti, costituendo così un patrimonio di informazioni apparentemente “futili” ,se immagazzinati singolarmente, ma che assumono un asset di importanza incredibile se utilizzati congiuntamente e incrociati con altri dati degli imperi di Zuckerberg.

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