Boston Dynamics: il business per il futuro della robotica.

La Boston Dynamics, società americana di ingegneria e robotica, è conosciuta a livello mondiale soprattutto per lo sviluppo di BigDog, un robot quadrupede progettato per l’esercito statunitense.

Nella prima parte della sua storia, la compagnia ha lavorato con l’American Systems Corporation per sostituire i video di addestramento per le operazioni di lancio degli aeromobili. Marc Raibert, presidente della società e responsabile del progetto, separò la società dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1992. Il 13 dicembre 2013 poi la Boston Dynamics è stata acquisita da Google, diretta dall’informatico statunitense Andy Rubi. L’8 giugno 2017, infine, Alphabet Inc. (holding di Google) ha annunciato la vendita della società al gruppo giapponese SoftBank.

Spot

Spot è uno dei robot di Boston Dynamic, nonché il primo ad essere proposto a qualsiasi azienda lo voglia far proprio. Si presenta in maniera simpatica con le sembianze di un innocuo quadrupede, ed è stato messo a disposizione di alcune realtà selezionate per studiare a fondo come si sarebbe comportato in nuovi spazi al di fuori dei laboratori dove avviene lo sviluppo.

Ad oggi questo robot può essere acquistato da qualsiasi azienda ad un prezzo chiavi in mano si “soli” 74.500 dollari.

Il piccolo robot non fa molto altro che camminare e interagire con oggetti semplici, e può essere personalizzato, riprogrammato e riadattato per quasi tutti gli ambienti domestici; non è ancora pronto, però, per il vero e proprio mercato consumer. All’interno del lungo roll-out, infatti, la prossima fase di rilascio è prevista solo ed esclusivamente per le aziende e infatti Spot sarà disponibile per l’acquisto specificatamente per uso commerciale e industriale negli Stati Uniti, mentre il programma Early Adopter continuerà a rimanere attivo globalmente.

La società sottolinea inoltre che gli ordini saranno soggetti a “termini e condizioni di vendita di Boston Dynamics che richiedono l’uso vantaggioso dei suoi robot”, termini che per esempio proibiscono categoricamente l’uso del robot che possa danneggiare qualsiasi individuo. Il dubbio sull’uso aggressivo dei robot di Boston Dynamics si è infatti insinuato sin dai primi prototipi mostrati, ed è per questo che l’azienda ne proibisce l’uso a realtà che intendono applicarlo in attività che possano mettere in pericolo gli operatori umani. Tuttavia l’uso di robot in ambito militare continua ormai da diversi anni.

Atlas

Da quattro a due zampe: come nel passaggio dalla scimmia all’uomo, anche in casa Boston Dynamics il primo passo verso il futuro è stato permettere alle sue creature di alzarsi e muoversi su due sole gambe. Atlas, uno degli ultimi modelli creati, è da due anni uno dei più utilizzati per i test: ad oggi questo robot è capace per esempio di fare esercizi ginnici con estrema scioltezza. Inizialmente non riusciva a fare un passo senza fermarsi, mentre oggi riesce ad eseguire salti complessi e gesti fino a qualche tempo fa inimmaginabili.

Grazie agli studi effettuati, Atlas ha in qualche modo imparato quasi a ragionare sulle richieste che gli venivano fatte e a bilanciare il suo corpo per eseguire i movimenti senza fermarsi completamente.

Grazie alla sua scocca stampata in 3D ha un ottimo rapporta tra peso e resistenza che oggi gli permette movimenti fluidi nonché addirittura la capacità di manipolare e usare alcuni oggetti. I video pubblicati dalla stessa casa americana di robotica sui social, testimoniano i passi avanti di tutti i modelli prodotti che, test dopo test, si arricchiscono di nuove funzioni e nuove peculiarità. Si tratta di processi lenti ma costanti, che stanno permettendo all’azienda di guardare in un futuro non più troppo lontano da quello che si possa pensare.

Un business aziendale

Per ora il commercio ad utenti privati sembra escluso, sia per la complessità e il costo, sia per la non ancora troppo chiara natura di questi robot.

Per decenni i robot sono stati utilizzati per analizzare e smaltire bombe, mine e altri dispositivi, garantendo ai militari di mantenere una distanza di sicurezza. Addirittura uno dei predecessori di Spot, l’LS3 (Legged Squad Support System) è stato realizzato in parte grazie a un investimento del Pentagono di 10 milioni di dollari nel 2013. I robot come Spot continueranno a servire l’esercito, ma al contempo Boston Dynamics non sembra essere pronta a offrire la propria tecnologia al grande pubblico, ma solo alle aziende che possano essere considerate sicure e affidabili.

Classificandolo come uno strumento industriale, è chiaro che secondo il produttore il robot può rappresentare un rischio potenziale per gli esseri umani. È probabile che siano necessari diversi anni di sviluppo, sia in termini di materiali che, soprattutto, in termini di elaborazione dati e comandi per rendere Spot un prodotto adatto alle famiglie, e quindi poter proporre la tecnologia a un numero ben superiore di aziende potrebbe di certo accelerarne il processo.

L’uso Sbagliato della robotica

In tempi di lockdown per coronavirus si è visto anche un robot passeggiare nel parco cittadino di Singapore per ricordare ai cittadini, usando soltanto messaggi vocali, di adottare le precauzioni obbligatorie per l’emergenza Covid-19 nei luoghi pubblici, come il distanziamento e l’uso di mascherine.

Secondo David Inggs, CEO di Rocos, “l’era dei robot autonomi è ormai alle porte. Stiamo lavorando con società come Boston Dynamics per accelerare il processo di adozione di questi sistemi. Collegandoli a piattaforme cloud, possiamo consentire loro di integrarsi al meglio con i software, per ottenere l’automazione di cui abbiamo bisogno in tutti quei processi fisici che spesso sono noiosi e pericolosi”.

È difficile pensare di poter garantire che l’impiego di una macchina così intelligente e agile, anche se programmata da umani, sia circoscritta ad un ambito che sia solo spiccatamente benefico. Anche con le migliori intenzioni ; basti vedere le polemiche infuriate lo scorso anno per l’adozione di Spot da parte della polizia del Massachusett, test nel quale l’American civil liberties union per prima intravedeva il pericolo di uno scenario da RoboCop. Fino ad allora si era trattato però di acquisti limitati al business to business.

Adesso però Boston Dynamics ha deciso di uscire allo scoperto, ritenendo che i tempi siano maturi perché ciascuno possa avere un cane robot  vendendo anche ai privati che potranno così avere il loro personale cane robot, a patto che dichiarino di non scatenarlo contro qualcun altro usandolo come un’arma.

Ferdinando Margiotta

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